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Geoturismo: per fare turismo con un occhio all’ambiente

Cos’hanno in comune il Vesuvio e i Campi Flegrei con il deserto del Marocco, i monti della Cappadocia in Turchia o i ghiacciai della Patagonia in Argentina? L’essere siti di rilevante importanza geologica e meta di un nuovo turismo, che lega il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente alla voglia di viaggiare e scoprire terre al di fuori dei normali circuiti turistici. «Il Geoturismo è un nuovo modo di fare turismo che negli ultimi dieci anni ha preso sempre più piede tra coloro che sono alla ricerca di nuove mete, lontane dal turismo di massa», racconta Matteo Garofano,  geologo e presidente dell’Associazione Geoturismo di Genova, che da undici anni si occupa di viaggi, escursioni e trekking in luoghi di singolare interesse geologico. «Il geoturista tipo è una persona di buon livello culturale, con un’età compresa tra i trenta e i sessantacinque anni, che ama viaggiare ed è interessato a scoprire nuove forme di turismo – dice Garofano, che svela un particolare interessante – la presenza femminile in questo tipo di turismo è nettamente superiore di quella maschile».

Fine del geoturismo è la diffusione di una cultura legata alla geologia e al contatto diretto con la natura

Puglia in prima linea – Il fine principale di questa nicchia di mercato, che può essere definita come una specializzazione dell’ecoturismo, è la diffusione di una cultura legata alla geologia attraverso un contatto diretto con la natura. Della figura del geoturista si parla a Bari in occasione del  Simposio internazionale sulla conservazione del patrimonio geologico, evento internazionale in cui Matteo Garofano tiene un incontro dal titolo “Geo Watching”, nel quale racconta la sua esperienza e cerca di far conoscere al pubblico la vera figura del geoturista, colui che cerca il “vero” contatto con l’ambiente, con i suoi elementi, e predilige visitare luoghi dove la geologia si manifesta in modo evidente. In Italia, primo Paese in Europa e secondo al mondo dietro la Cina per numero di Geoparchi riconosciuti dall’UNESCO, sono attive diverse realtà associative o guide specializzate che organizzano viaggi legati al tema della geologia. Negli ultimi anni, diverse regioni italiane, tra cui la Puglia, hanno dato vita ad una mappatura dei geositi presenti sul territorio, oltreché ad emanare leggi ad hoc sugli ecomusei e a candidare numerosi siti geologici al ruolo di Geoparco.

Il geoturismo promuove la storia di un luogo (nella foto, una visita al geoparco di Minas de Aroa (Bolivia)

Lavoro dal geoturismo – Il Geoturismo va oltre il concetto di eco-turismo sostenibile e si basa sul principio secondo il quale ciò che economicamente si recupera dal turismo deve essere destinato alla salvaguardia dell’ambiente, per far sì che la cultura che ha dato vita a quel luogo possa prosperare ed esprimersi pienamente. Il Geoturismo promuove la storia di un luogo, le sue tradizioni e la cultura. Allo stesso tempo si occupa di contribuire attivamente al benessere delle comunità locali. Negli ultimi anni il Geoturismo è diventato uno degli sbocchi lavorativi più ambiti per i giovani geologi che, molto spesso, collaborano come guide e al tempo stesso sono impegnati nelle attività scientifiche con le Università. «Dopo la laurea, con gli amici, ci siamo chiesti cosa ci fosse piaciuto di più durante gli anni di studio, e tutti non hanno esitato a sostenere che i viaggi e le esperienze di studio e valorizzazione dei siti geologici fossero state le esperienze più significative – dice Matteo Garofano, che conclude – abbiamo quindi pensato di trasformare in lavoro una passione, e i risultati hanno dato ragione alla nostra scelta».

 

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