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Geneo, la Lilt e il tumore in Salento  

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Il dr. Giuseppe Serravezza, responsabile scientifico Lilt provinciale di Lecce, è conduce il progetto Geneo

Individuare le cause, per affrontare meglio il problema, con migliori probabilità di successo. E se il “problema” è il rischio di patologie come il tumore, allora è facile intuire quanto sia ambizioso – ma allo stesso tempo concreto – il progetto Geneo, promosso dalla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) di Lecce. Uno studio di prevenzione primaria che rappresenta l’acronimo di “Sistemi di valutazione delle correlazioni tra Genotossicità dei suoli e Neo-plasie in aree a rischio per la salute umana”, al via da maggio.

L’obiettivo è proprio quello di accertare un eventuale nesso significativo tra fattori di rischio presenti in loco e sviluppo abnorme di patologie oncologiche nella popolazione. «Si tratta di un approccio scientifico e concettuale, nel campo della lotta ai tumori – spiega Giuseppe Serravezza, responsabile scientifico Lilt provinciale di Lecce – che riteniamo strategico e foriero in prospettiva di promettenti risultati». La base di partenza è infatti un dato ormai appurato: all’aumentare della concentrazione di sostanze genotossiche nell’ambiente, aumentano anche determinate patologie correlate quali i tumori, le allergie, le sindromi autoimmuni. L’altro elemento è quello del desiderio impellente di conoscenza dello stato di salute dei suoli salentini in correlazione con le aree a rischio per le neoplasie. Sono i due assunti su cui si articola il progetto, che vede la collaborazione dell’Università del Salento, del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Lecce e del Settore Ambiente della Provincia di Lecce.

Ed è un territorio che ha necessità di conoscere il suolo su cui cammina: i dati sanitari ed epidemiologici di fonti accreditate quali l’ISTAT, l’Osservatorio Epidemiologico Regionale Pugliese e il Registro dei Tumori ASL mostrano infatti l’aumento crescente del numero di neoplasie negli ultimi anni e indicano la provincia di Lecce come l’area a più alta incidenza e mortalità per cancro in Puglia nel periodo 2000-2011.

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L’obiettivo di Geneo è quello di accertare un eventuale nesso significativo tra fattori di rischio presenti in loco e sviluppo abnorme di patologie oncologiche nella popolazione

Dato che è ormai acquisito che molti casi di cancro sono dovuti alla presenza nell’ambiente, inteso in senso lato, di fattori di rischio oncologico – sottolineano dalla Lilt -, è evidente come in questi ultimi decenni nella provincia di Lecce debbano essersi verificate significative modificazioni nell’ambiente tali da spiegare un simile incremento, che, in alcuni casi, supera il dato nazionale.

La ricerca si articolerà nella consultazione dei database esistenti per l’individuazione delle aree a rischio e relativa delimitazione per le indagini tecniche, campionamenti sui suoli, elaborazione dei dati, mappatura delle aree a maggior rischio. I risultati – evidenziano dalla Lilt – permetteranno di valutare la tossicità e la genotossicità della frazione biodisponibile di contaminanti presenti nei suoli analizzati e di identificare le aree a rischio, creare le mappe delle aree a rischio e l’incidenza dei tumori delle popolazioni residenti in tali aree. E dalla Lilt sperano che tante amministrazioni salentine possano imitare il Comune di Ugento, che ha chiesto ufficialmente alla Lilt di inserire il proprio territorio tra quelli da indagare, mettendo peraltro a disposizione dei fondi per rendere concretamente operativa questa richiesta.

 

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