Gelato a Capodanno? Si può fare

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Complici le temperature primaverili. L’analisi della Coldiretti

No, non è follia, ma il consumo di gelato in questo inizio di 2022 ci può stare. A confermarlo un’analisi della Coldiretti Puglia. È quasi paradossalmente scontato. Le alte temperature di questi giorni spingono gli italiani, e i pugliesi in particolare, a lunghe passeggiate, sotto un sole caldo, una lieve brezza fresca e, perché no, un po’ di gelato.

Diciamo bene. Gelato. Dopo i pasti pantagruelici, visto il clima fuori stagione che ci sta “regalando” il cambiamento climatico, gustare un fresco gelato mentre si passeggia sul lungomare è un “must”. Così come lo sono stati i bagni a Capodanno in un mare freddo ma con un sole che ha subito riscaldato i bagnanti.

«Ad essere preferito è di gran lunga il gelato artigianale nei gusti storici anche se – sottolinea la Coldiretti Puglia – cresce la tendenza nelle diverse gelaterie ad offrire “specialità della casa” che incontrano le attese dei diverse target di consumatori, tradizionale, esterofilo, naturalista, dietetico o a chilometri zero come i gelati con frutta e verdura locali ma anche con formaggi DOP o grandi vini. In Puglia lavorano circa 3.000 gelaterie, con 5.500 addetti, un settore che si sta espandendo anche grazie – aggiunge – ai gelati “inventati” dagli agricoltori che stanno proponendo il gelato al latte d’asina, al latte di capra, fino ad arrivare al gelato all’olio extravergine di oliva. I consumi di gelato hanno superato i 6 chili a testa all’anno in Italia secondo le stime. La produzione del gelato nel mondo ha oltre 500 anni di storia – continua la Coldiretti – con le prime notizie che risalgono alla metà del XVI secolo nella corte medicea di Firenze con l’introduzione stabile di sorbetti e cremolati nell’ambito di feste e banchetti, anche se fu il successo dell’export in Francia a fare da moltiplicatore globale con il debutto ufficiale in terra americana: con l’apertura della prima gelateria a New York nel 1770 grazie all’imprenditore genovese Giovanni Bosio. Da allora – conclude la Coldiretti – la corsa del gelato non si è più fermata».

Insomma, il gelato è diventato anche alimento invernale e natalizio, non soltanto estivo. Ma questa “opportunità” dimostra come i cambiamenti climatici prodotti dal nostro inquinamento, pur avendo una parvenza di “positività” per qualcuno, in realtà dimostrano l’entità dei danni provocati dall’uomo, che sta prosciugando le risorse naturali per un benessere effimero e di breve durata, che porterà danni devastanti alla natura e all’uomo.

Intanto, le previsioni meteorologiche ci dicono che per l’Epifania tornerà il freddo. E speriamo che non sia gelato…

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