GAT: un nuovo modo di fare impresa agricola

L’idea di fondo dei Gruppi Acquisto Terreni è di sviluppare un modello innovativo di gestione dell’impresa agricola

Passione e rispetto per la natura, attenzione alla qualità dei processi produttivi e ricerca di un contatto diretto con i consumatori: sono questi gli ingredienti del progetto GAT (Gruppo di Acquisto Terreni), inaugurato nel 2009 da un team di professionisti attivi nell’hinterland di Mantova, con lo scopo di costituire e sostenere gruppi di piccoli investitori per l’acquisto condiviso di una tenuta agricola e la sua conduzione con metodi moderni e sostenibili.

 
Il GAT – L’idea di fondo del progetto è quella di sviluppare un modello innovativo di gestione economica di una moderna azienda agricola, attribuendo un significato nuovo al concetto di filiera corta e puntando ad un’inedita alleanza tra produttori e consumatori, in modo che questi ultimi non siano più l’ultimo anello della catena distributiva, ma diventino essi stessi co-produttori e co-protagonisti delle scelte che sottendono alla produzione agricola. In una fase storica segnata dalla crisi del mercato e da un incipiente ritorno al lavoro nei campi come fenomeno sempre più diffuso e strutturato, la filosofia dei GAT considera il terreno agricolo non solo come un bene anti-ciclico o semplice rifugio dai ritmi frenetici dell’economia industriale e finanziaria, bensì come effettiva opportunità d’investimento produttivo con possibilità di guadagno interessanti.

Nell’ultimo quinquennio, secondo quanto stimato da Infocamere, sono nate più imprese agricole che industriali e una platea sempre più vasta di persone inizia ad associare ai benefici del ritorno alla terra un’opportunità concreta di rendita economica e una sicura rivalutazione del capitale.

Dalla prima esperienza del 2009 a Quistello (Mantova), i GAT si sono estesi principalmente nel centro-Italia

Destinatari “green” – Il mercato cui si rivolge l’iniziativa è quello dei prodotti agricoli biologici, nell’ambito di una filiera corta che sfrutta come canali di sbocco i mercati contadini, i Gruppi d’Acquisto Solidale (GAS), una ristorazione di qualità e la vendita diretta. Canali, questi, che grazie alla collaborazione attiva tra produttori e consumatori, consentono all’impresa agricola di vendere i propri prodotti a prezzi concorrenziali, senza dover mettere in piedi strutture di vendita onerose e, anzi, riducendo all’osso le spese, anche grazie alla scelta di puntare sull’autosufficienza energetica con l’istallazione e l’utilizzo di impianti fotovoltaici, di pozzi d’acqua autonomi e di combustibili naturali. In prospettiva, il marchio GAT si propone, quindi, di divenire sinonimo di prodotti naturali di sicura provenienza e la diffusione del progetto sul territorio nazionale contribuirà, a sua volta, alla valorizzazione del marchio e, in definitiva, al sostegno dei prezzi di vendita dei prodotti, garantendo ai produttori agricoli guadagni significativi e assecondando, nel contempo, la crescente richiesta di prodotti biologici nei mercati ortofrutticoli.

L’acquisto condiviso di terreni agricoli promosso dai GAT non persegue unicamente finalità economiche ma rappresenta soprattutto un investimento etico

Per una gestione condivisa e sostenibile delle imprese agricole – L’acquisto condiviso di terreni agricoli promosso dai GAT non persegue unicamente finalità economiche legate all’incremento patrimoniale e alla difesa del valore dell’investimento, con possibilità concrete di guadagno sul medio-lungo periodo. I Gruppi di Acquisto Terreni rappresentano, soprattutto, un investimento etico, essendo basati su una gestione condivisa, ecologica e sostenibile dei terreni acquistati, sul rispetto e la valorizzazione dell’ambiente rurale e sulla condivisione di una medesima vision e di valori comuni nella conduzione dell’impresa agricola, in direzione opposta rispetto allo sfruttamento scellerato e alla crescente cementificazione che ormai da tempo minacciano le nostre campagne.

La frutta e gli ortaggi prodotti vengono, infatti, ottenuti sfruttando in modo rigoroso i metodi della coltivazione biologica, gli animali sono allevati allo stato brado; per le esigenze energetiche dell’impresa si preferisce far ricorso a fonti pulite e rinnovabili, mentre l’ambiente naturale viene rispettato e salvaguardato, contribuendo alla conservazione e al ripopolamento dei boschi, alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione delle specie locali. Come ulteriore integrazione al reddito agricolo sono, inoltre, previsti servizi di agriturismo, con modalità di alloggio e ristorazione libera, ed iniziative di educazione ambientale nella forma della fattoria didattica, cui spesso si affiancano percorsi di trekking a cavallo e a piedi per i turisti e gli ospiti delle strutture ricettive.
Una vera e propria filosofia di vita, dunque, orientata al rispetto e alla salvaguardia della natura, che dalla prima esperienza avviata nel 2009 a Quistello nella provincia di Mantova, con l’acquisto di un podere della bassa padana da parte di un ristretto gruppo di soci, ha visto negli ultimi anni una crescita esponenziale, con l’istituzione del progetto GAT come marchio registrato, il moltiplicarsi dei soci investitori e la fondazione di numerose altre aziende agricole in tutto il centro Italia: dalle verdi colline di Scansano, in Toscana, a Varano dei Melegari, in provincia di Parma, dall’Appenino marchigiano alla fertile pianura di Argenta, vicino Ferrara.

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