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Gaetano Salvemini, portavoce di sostenibilità industriale

Gaetano Salvemini

Gaetano Salvemini è stato un sostenitore della piccola industria, una sorta di precursore della sostenibilità industriale.

Il pensiero di Gaetano Salvemini lascia un’eredita su cui si è riflettuto nell’ambito degli incontri dei “Granai della Memoria”, il progetto della Fondazione Di Vagno e dell’Università di Bari e che si è appena concluso con un incontro nel capoluogo pugliese, cui hanno preso parte il politologo Ernesto Galli della Loggia e lo scrittore Alessandro Leogrande.

Gaetano Salvemini, un grande meridionale

Ernesto Galli della Loggia

«Gaetano Salvemini è stato un grande meridionale ed italiano», ha detto lo storico Ernesto Galli della Loggia (nella foto), a Bari per il ciclo di incontri “Granai della memoria” organizzati daFondazione Di Vagno e Università di Bari

Il percorso di riflessione su Gaetano Salvemini è iniziato dalla sua figura di intellettuale moderno, cosmopolita, aperto alle contaminazioni culturali, difensore della democrazia. «I suoi giudizi sulla società meridionale, movimento operaio sono sempre stati improntati sulla verifica dei fatti. Gaetano Salvemini è stato un grande meridionale ed italiano», ha detto Ernesto Galli della Loggia, storico e pubblicista, professore di Storia dei partiti politici presso l’Università di Perugia, editorialista del Corriere della Sera.

Due presupposti per riflettere sullo sviluppo del territorio

Due sono i presupposti per avviare una riflessione ed attualizzazione del pensiero di Gaetano Salvemini sull’ambiente ed il territorio: il Sud e l’attenzione alla dimensione internazionale (il Mediterraneo, la Libia, l’Adriatico). «Gaetano Salvemini è considerato un punto di riferimento per la lettura sulle questioni meridionali e per essere stato un persecutore dell’analisi e studio concreto del territorio», ha sottolineato lo scrittore Alessandro Leogrande.

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Lo sviluppo del territorio a dimensione umana

Secondo il meridionalista di Molfetta, dunque, lo sviluppo del territorio può essere pensato solo a dimensione umana e comunitaria. «Gaetano Salvemini – ha continuato Leogrande – è critico nei confronti della burocrazia, gigantismo industriale e sostenitore dei piccoli produttori, commercianti, pescatori raccolti in cooperative, contadini e riforma agraria». Oggi Gaetano Salvemini, insomma, sarebbe stato un sostenitore della sostenibilità industriale.

La Puglia, laboratorio di municipalità

Gaetano Salvemini

Gaetano Salvemini, intellettuale moderno e cosmopolita

Già nella seconda metà del ‘900 l’intellettuale meridionale pensava allo sviluppo di una sorta di municipalità che si governa, anche in relazione di una trasformazione della Puglia. «Salvemini pensava a quei contesti umani e sociali che possono permettere un giusto operato di giustizia ed uguaglianza. La sostenibilità è riferita anche alla dimensione di partecipazione politica».

Granai della Memoria, momenti di approfondimento

I “Granai della Memoria”, quindi, sono stati un ottimo momento per riconsiderare la figura di Gaetano Salvemini. L’iniziativa, organizzata con il patrocinio di MiBACT, Assessorato alle Industrie culturali della Regione Puglia, Dipartimenti di Scienze Politiche e Studi Umanistici dell’Università di Bari, Comune di Conversano e Molfetta, in collaborazione con la Rete delle scuole superiori di Molfetta e l’Istituto storico della Resistenza in Toscana, invita a continuare il percorso di riflessione con la Scuola per buona politica e le prossime edizioni dei Festival Lectorinfabula e Lector in Tavola.

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