G7: Save the Children, agire ora per la difesa dei diritti dei bambini. WWF: maggiore ambizione dei leader clima, biodiversità, finanza per la transizione

Ambiente e clima tr4a i temi del G7 del 13-14-15 giugno in Puglia

Conflitti, disuguaglianze economiche, ambiente,  crisi climatica ed educativa le principali sfide da affrontare sullo scacchiere politico globale

 

Sono 250 milioni le bambine e i bambini che non vanno a scuola nel mondo. Uno su due dei minori non scolarizzati vive nei 36 Paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Nel 2022 un bambino su sei (468 milioni in totale) viveva in una zona di guerra e nello stesso anno sono aumentate del 13% le gravi violazioni nei confronti dei bambini in contesti di conflitto: in media 76 al giorno. L’Africa registra da anni il maggior numero di minori che vivono in zone di conflitto armato, 183 milioni di bambini e bambine. Le conseguenze della crisi climatica hanno inoltre contribuito a portare almeno 33 milioni di persone nell’Africa orientale e meridionale a livelli emergenziali di insicurezza alimentare. Dei 774 milioni di minori che subiscono le conseguenze del duplice impatto di povertà e rischio climatico, il 40% si trova in Africa subsahariana. A dirlo è Save the Children basandosi sui suoi report oltre che su dati UNESCO.

Diritto all’educazione, sarà un tema del G7?

Proprio di fronte a questi dati, gli impegni che prenderanno i leader dei Paesi del G7, riuniti da domani in Puglia,  nei confronti dei diritti di bambine, bambini e adolescenti. In particolare, i Paesi del G7 dovrebbero agire per assicurare il diritto all’educazione e affrontare la crisi educativa, contribuendo a colmare urgentemente il gap di finanziamenti per l’educazione a livello globale: “I fondi multilaterali come la Global Partnership for Education e Education Cannot Wait devono essere pienamente finanziati, ma occorre anche assicurare finanziamenti aggiuntivi. Inoltre, è necessario cooperare con i paesi partner in Africa per costruire sistemi educativi di qualità, inclusivi e resilienti e mantenere gli impegni presi nei precedenti summit per garantire l’accesso alle bambine e alle ragazze a un’educazione di qualità”, ribadisce Save the Children.

Save the Children: “Chiediamo la difesa dei diritti dei bambini”

Riguardo, poi, alle migrazioni, Save the Children chiede ai G7 di garantire canali migratori sicuri e regolari di ingresso, che avrebbero ricadute positive per tutte le parti coinvolte promuovendo il rispetto dei diritti umani e lo sviluppo sostenibile dei Paesi di origine, transito e destinazione. Inoltre, è fondamentale assicurare la protezione delle persone più vulnerabili, fra cui i minori, e garantire l’accesso alla protezione e ai servizi di base, come la scuola e la sanità pubblica.

È inoltre necessario – sottolinea l’Organizzazione – sostenere la cancellazione rapida e completa del debito per i Paesi vulnerabili a basso reddito e avviare e sostenere negoziati multilaterali presso le Nazioni Unite per istituire un meccanismo di ristrutturazione del debito che includa tutti i creditori, accessibile a tutti i Paesi a basso e medio reddito.

Per affrontare la sfida rappresentata dai cambiamenti climatici, Save the Children chiede che i leader del G7 si impegnino per la definizione di un nuovo obiettivo finanziario globale ambizioso, New Collective Quantified Goal (NCQG) in vista della COP29, e a sostenere il Fondo per Perdite e Danni, assicurando finestre di finanziamento a diretto beneficio dei bambini. I Paesi del G7 dovrebbero dimostrare una forte volontà di attuazione dell’accordo preso a COP28 sulla transizione dai combustibili fossili, impegnandosi a realizzare piani di transizione nazionali allineati all’obiettivo del 1,5°C, che includano l’abbandono graduale di carbone, petrolio e gas. Save the Children sottolinea inoltre come i minori debbano essere riconosciuti come agenti chiave di cambiamento nell’affrontare la crisi climatica, sostenendo il loro diritto di espressione e la loro partecipazione alla definizione delle politiche climatiche a livello locale, nazionale e globale.

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Infine, Save the Children chiede ai Paesi membri del G7 di mettere in atto ogni sforzo per far prevalere la pace e la difesa dei diritti umani e mettere fine alle violenze e ai conflitti armati che minacciano milioni di bambini e bambine nel mondo. Occorre rispettare e garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei suoi principi di distinzione, proporzionalità e precauzione, condannando inequivocabile e senza ambiguità tutte le violazioni del diritto internazionale umanitario compiute da qualsiasi attore in ogni conflitto, e assicurare urgentemente l’accesso all’assistenza umanitaria alle popolazioni bisognose.

Vertice G7 in Puglia, WWF: su clima e natura serve più ambizione

Al G7 di Borgo Egnazia i Capi di Stato e di Governo parleranno anche di clima e ambiente. Ma ancora non è chiaro come le discussioni guidate dalla Presidenza italiana si rifletteranno sulle conclusioni del Vertice. Quello che è certo è che i leader G7 non potranno trascurare queste sfide fondamentali e dovranno dare un segnale forte per presentarsi con le carte in regola alla COP29 di Baku sul clima e alla COP16 di Cali sulla biodiversità che si svolgeranno entrambe a fine anno

Affinché il risultato sia all’altezza delle aspettative e delle urgenti sfide climatiche e ambientali, i leader G7 dovranno dimostrare una forte ambizione su 5 priorità fondamentali:

Per il WWF occorrerà riconfermare l’impegno preso dal G7 Clima, Energia e Ambiente di abbandonare definitivamente il carbone a inizio degli anni 2030. Ma sarà necessario colmare la mancanza di piani e tappe per l’abbandono anche degli altri combustibili fossili

Assicurare un impegno ambizioso dei Paesi G7 per il clima, a partire dalla necessaria attuazione del Global Stocktake adottato alla COP 28 di Dubai, definendo impegni ambiziosi e National Determined Contributions (NDCs) in linea con l’obiettivo comune di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. I Paesi G7 dovranno stabilire obiettivi e percorsi chiari per l’eliminazione dei combustibili fossili entro il 2040, attraverso la definizione di piani per arrivare al 100% dell’approvvigionamento energetico da fonti di energia rinnovabili e il massimo (almeno il raddoppio) di efficienza energetica. Occorrerà riconfermare l’impegno preso dal G7 Clima, Energia e Ambiente di abbandonare definitivamente il carbone a inizio degli anni 2030. Ma sarà necessario colmare alcune lacune evidenti quanto cruciali, ovvero la mancanza di piani e tappe per l’abbandono anche degli altri combustibili fossili, il cui uso è incompatibile con l’obiettivo 1,5°C.  Il WWF si augura che la Presidenza italiana non insista nel promuovere divisioni tra i G7 su dilazioni e false soluzioni, come quella nucleare: oltretutto le tecnologie richiamate dal dibattito pubblico italiano e da alcuni Paesi (non tutti) nel comunicato finale della ministeriale Clima di Torino o non esistono (fusione) o sono lontane dall’essere commerciate e disponibili, sicuramente non sono sicure.

Assicurare un’attuazione rapida ed effettiva del Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming-Montreal (GBF), attraverso l’adozione delle Strategie e dei Piani di Azione per la Biodiversità in vista della COP 16, garantendo la giusta ambizione, oltre che adeguate risorse finanziarie, per il raggiungimento dell’obiettivo di conservare e gestire efficacemente almeno il 30% delle aree terrestri e delle acque interne e almeno il 30% delle aree marine e costiere entro il 2030.

Accrescere i finanziamenti per il clima e la natura, impegnandosi per un nuovo obiettivo collettivo quantificato in materia di finanza per il clima adeguato alle necessità dei Paesi più vulnerabili  e attuando con urgenza gli obiettivi finanziari del Quadro Globale per la Biodiversità, con particolare riferimento al Target 19a, che richiede un aumento del totale delle risorse finanziarie internazionali legate alla biodiversità dai Paesi sviluppati ai Paesi in via di sviluppo (almeno 20 miliardi di dollari all’anno entro il 2025 e almeno 30 miliardi di dollari all’anno entro il 2030), così come richiamato nel comunicato finale della Ministeriale Clima, Energia e Ambiente.

Affrontare la doppia crisi del clima e di perdita di biodiversità in tutti i settori socioeconomici, per garantire una transizione inclusiva verso sistemi agricoli e alimentari resilienti e sostenibili, eliminare la deforestazione e la conversione di habitat naturali dalle catene di approvvigionamento delle materie prime agricole, proteggere e ripristinare in modo sostenibile gli ecosistemi marini e le zone costiere.

Costruire una partnership paritaria con l’Africa per accelerare l’eliminazione dei combustibili fossili, garantire l’accesso universale alle energie rinnovabili, sostenere il finanziamento per l’adattamento climatico e il raggiungimento dell’obiettivo 30×30.

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