G7, Actionaid: transizione energetica tradita. L’Italia continua a sovvenzionare i combustibili fossili in Africa

Il segretario generale di Actionaid, Marco De Ponte (foto Facebook)

Con la campagna #FundOurFuture ActionAid sollecita il Governo italiano ad allinearsi con urgenza e a rispettare gli impegni internazionali. L’analisi del portafoglio energetico di Cassa Depositi e Prestiti, fra ambizioni di sostenibilità nazionali e investimenti internazionali dominati dalle fonti fossili

 

Alla vigilia del G7 a presidenza italiana che si terrà dal 13  al 15 giugno a Borgo Egnazia, in Puglia,  Actionaid indica a chiare lettere le priorità disattese a livello europeo e mondiale e richiama con forza il Governo italiano e il neoeletto Parlamento europeo a non ignorare il ruolo cruciale che hanno nella lotta alla crisi climatica.

L’analisi dell’organizzazione internazionale, che agisce contro povertà e ingiustizie ed è presente in 71 paesi del mondo, punta il dito in primo luogo sugli investimenti nel settore energetico – responsabile di circa il 75% delle emissioni di gas serra – ancora orientati in buona patte sulle fonti fossili a scapito delle energie pulite, con pesanti ricadute soprattutto sui Paesi del Sud globale. Basti ricordare che tra i paesi del G20 che sovvenzionano i combustibili fossili, l’Italia è al 6° posto, dietro Canada, Corea del Sud, Giappone, Cina e India, ma davanti a Stati Uniti e Germania.

L’Italia e le promesse non mantenute

Non solo. Actionaid ricorda le promesse non mantenute del Governo italiano, dall’impegno  durante il G7 Ambiente di Venaria dello scorso aprile, di chiudere il rubinetto dei sostegni pubblici alle fonti fossili, in linea con quanto stabilito con l’Accordo di Parigi, al Fondo Italiano per il Clima lanciato durante la COP26 di Glasgow. Oggi l’Italia avanza nell’ambizione di trasformare l’Italia in un hub energetico basato sul gas, ricorrendo anche a quel Fondo Italiano per il Clima, che conta su un portafoglio di 4,4 miliardi di euro. Il Fondo, pensato per contribuire alla lotta al cambiamento climatico, rischia di venire utilizzato per finalità opposte. Il primo contributo stanziato ufficialmente del Fondo, difatti, sarà destinato a finanziare la filiera dei biocarburanti di ENI in Kenya. Infine Actionaid richiama la Dichiarazione sul sostegno pubblico internazionale alla transizione energetica pulita, che il governo italiano firmò proprio durante COP26 e con cui si impegnava ad abbandonare i combustibili fossili entro un anno: un impegno che continua a essere disatteso.

“Tutta la comunità internazionale guarda con attenzione alle decisioni che verranno prese nel corso del G7, auspicando un reale cambiamento verso un futuro più sostenibile. Tuttavia, la concentrazione di sovvenzioni pubbliche ai combustibili fossili resta preoccupante. L’Italia, come molti altri Paesi in Europa e nel mondo, sembra adottare un atteggiamento “resistente”, dove gli accordi vengono annacquati e le politiche pubbliche già impostate, come il Green Deal europeo, vengono ridimensionate. È dunque cruciale che si mantenga fede agli impegni già presi e che l’Italia si doti di strumenti e risorse finanziarie adeguate per affrontare efficacemente la crisi climatica” dichiara Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid Italia.

Il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti e il caso Mozambico

Controllata per oltre l’80% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, Cassa Depositi e Prestiti è una banca di promozione nazionale e un’istituzione finanziaria per lo sviluppo che dovrebbe adottare strumenti avanzati per rilevare e prevenire i rischi. Tuttavia, l’analisi commissionata da ActionAid Italia con l’ausilio di ECCO Think Tank, a Perspective Climate Research evidenzia come il portafoglio energetico internazionale di CDP non sia affatto allineato agli Accordi di Parigi – con una valutazione di soli 0,22 punti su 3. Secondo Actionaid, il divario tra le ambizioni nazionali di sostenibilità e gli investimenti internazionali nel settore fossile è determinante nella valutazione; oltre a detenere una quota significativa in ENI (27,7%), Cassa Depositi e Prestiti non aderisce a partnership per la rendicontazione delle emissioni di gas serra delle proprie attività operative e non impone divieti espliciti su investimenti nel carbone, petrolio e gas fossile. Dal 2016 al 2022 solo un terzo dei 3 miliardi di euro del suo portafoglio energetico è stato destinato a progetti di energia pulita, principalmente (70%) in Italia, mentre quasi l’80% degli investimenti fossili si concentra all’estero, con progetti controversi come quello in Mozambico (569 milioni di euro) del 2020. Infatti, sebbene il Mozambico sia tra i primi dieci paesi al mondo per riserve di gas – e rappresenta insieme all’Egitto oltre il 60% del portafoglio energetico internazionale di CDP in combustibili fossili – rimane uno dei Paesi con il più basso livello di sviluppo umano secondo le Nazioni Unite.

La distribuzione aiuti a Capo Delgado, in Mozambico

Di fatto, sottolinea Actionaid, le esplorazioni di nuove fonti di gas hanno contribuito a destabilizzare un contesto politico già fragile: dal 2017 il Paese è alle prese con un’insurrezione armata alimentata dagli interessi sulle risorse naturali nella provincia di Capo Delgado, che ha costretto oltre 700mila persone a sfollare, privandole dei mezzi di sussistenza. Il Governo locale ha dichiarato di non avere fondi per affrontare la crisi, mentre le Nazioni Unite necessitano di 400 milioni di dollari per assistere la popolazione, ma finora hanno ricevuto impegni per solo il 5% di tale importo.

QUI la sintesi del report

Le raccomandazioni al Governo italiano

All’Italia alla presidenza del G7, Actionaid chiede con forza di adottare misure rapide per allinearsi agli obiettivi dell’Accordo di Parigi e mantenere gli impegni internazionali già assunti oltre che eliminare i finanziamenti pubblici ai combustibili fossili, in linea con la tabella di marcia Net Zero 2050 dell’Agenzia internazionale dell’energia, ed evitare che il Fondo Italiano per il Clima sia utilizzato per finanziare l’estrazione di gas in Africa, poiché tali attività non favoriscono né la cooperazione energetica né la sicurezza energetica italiana.

E se le richieste non dovessero bastare a far cambiare idea, ActionAid chiede di porre fine agli investimenti nei combustibili fossili e nell’agricoltura industriale attraverso la campagna internazionale #FundOurFuture.L’attenzione è sul contributo che il Governo, tramite Cassa Depositi e Prestiti, può fornire alla transizione energetica globale.

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