Il futuro incerto dell’ex Ilva, Romano (Fiom Cgil): “Il governo faccia chiarezza”

Taranto torna in piazza. Lo fa il 26 febbraio con una Fiaccolata per ricordare le vittime dell’inquinamento ambientale. Ma l’ex Ilva oltre a essere un macigno nella vita quotidiana della città jonica e un pezzo di storia, rappresenta anche un futuro tutto da (ri)scrivere.

Prima, il ricordo: «È necessario, importante e doveroso onorare e celebrare le vittime dell’inquinamento ambientale». Poi, la denuncia: «Serve una piattaforma rivendicativa importante». Giuseppe Romano, segretario generale FIOM CGIL di Taranto, affronta la Fiaccolata del 26 febbraio a Taranto con lo spirito di chi si rivolge al passato con rispetto e silenzio, ma intende guardare al futuro lamentando un’assenza di prospettive ben definite.

L’udienza da “dentro o fuori”

E la mente è già proiettata al 6 marzo, quando ci sarà l’udienza “da dentro o fuori per l’Arcelor Mittal”. Il procedimento riguarda infatti l’ipotesi di addio avanzata lo scorso 4 novembre dal gruppo franco-indiano. E il rinvio era stato deciso per permettere consentire alle parti di negoziare fino al 28 febbraio.

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Il futuro dell’ex Ilva

Giuseppe Romano

In questi giorni, pertanto, si segnerà il futuro dell’ex Ilva. E di Taranto. Ma i punti interrogativi persistono. «Il Governo purtroppo non mi sembra abbia chiarito la propria idea e la propria iniziativa. Non è chiaro che tipo di accordo intenda realizzare. Ma soprattutto non sono note né le ricadute occupazionali – commenta Romano – né il cambio o meno del ciclo produttivo, con un contenimento delle emissioni inquinanti».

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Il piano industriale

Una serie di domande ancora senza risposta, con tante indiscrezioni ma poche certezze. «E’ evidente che il Governo non ritiene affidabile Arcelor Mittal e ha una sorta di ritrosia a collaborare – spiega Romano –. Eppure se all’interno di questa trattativa ‘segreta’, perché noi pur avendo rappresentanza non partecipiamo, c’è qualcosa di concreto, non è detto che ci siano le condizioni per farla andare in porto, sia da un punto di vista strettamente temporale che di validità di piano industriale».

Dubbi, perplessità, interrogativi, mistero. Intanto, Taranto denuncia e scende in piazza per ricordare. Una fiaccolata, con l’auspicio di portare una vera luce sul futuro.

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