Furti di api? Ora c’è l’app antifurto

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Le api domestiche e selvatiche contribuiscono al 70% dell’impollinazione delle specie vegetali sul pianeta e garantiscono il 35% della produzione totale di cibo

In Italia non si fermano i furti di api in apiario, ma sono sempre di più le arnie ritrovate grazie ad una startup di Cesena che ha contribuito al ritrovamento di circa 600 arnie in tutto il Paese

 

Interessa l’Italia intera, da Nord a Sud, e conosce forse l’intervento della criminalità organizzata: il fenomeno del furto delle arnie è sempre più diffuso nel nostro Paese, tanto che i dati del FAI riportano oltre 22 mila episodi a stagione, in un settore che conta quasi 64 mila attività di apicoltura e oltre un milione e mezzo di arnie. L’apicoltura rappresenta una vera e propria eccellenza del territorio italiano, anche in confronto ai numeri di altri Paesi, che talvolta viene messa a dura prova dagli eventi meteorologici avversi, dall’ingente uso di prodotti chimici e pesticidi e dal fenomeno dei furti, di rado riportato alla cronaca ma che danneggia un comparto molto prezioso.

AntifurtoArnia, la startup che contribuisce al monitoraggio e recupero delle arnie rubate

Per tentare di far fronte a questo fenomeno una startup di Cesena, AntifurtoArnia, ha progettato un sistema di antifurto a GPS, inserito nell’arnia e invisibile dall’esterno, che permette di monitorare l’arnia e tracciarne lo spostamento. Non solo, la tecnologia implementata dalla startup prevede un sistema di monitoraggio anche dello stato di salute delle api, tramite l’analisi di alcuni parametri fondamentali come umidità e temperatura.

Il funzionamento è semplice quanto efficace: una volta scaricata sul proprio smartphone l’app “b-secure” e dopo aver inserito l’antifurto all’interno dell’arnia, l’apicoltore riceverà in tempo reale le informazioni relative al proprio apiario e sarà tempestivamente avvisato in caso di furto. L’antifurto, inoltre, è collegato alle forze dell’ordine, che in caso di azione dei ladri verranno immediatamente allertate.

Furti di arnie sempre più frequenti

Solo dall’inizio del 2022, il numero di furti in apiario è considerevole e coinvolge tutta Italia. Uno degli ultimi riguarda un apicoltore di Ferrara al quale sono state rubate 45 arnie per un valore totale di circa 20.000 €, ritrovate poi tutte e in piena salute nei pressi di Parma, grazie al sistema di antifurto a GPS. Le forze dell’ordine in allerta hanno tracciato le coordinate del malviventi, che dalle campagne ferraresi hanno percorso circa 200 km, evitando le autostrade, e sono giunti nel parmense, dove sono stati colti in flagrante e accusati di abigeato, un reato che prevede fino a 8 anni di carcere.

Le api nella tutela dell’ambiente e per la società

Oltre all’evidente danno economico, i crimini legati al settore dell’apicoltura hanno un riscontro negativo anche sull’ambiente, per cui le api svolgono un ruolo indispensabile. Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), infatti, oltre il 40% delle specie di insetti responsabili dell’impollinazione rischia di scomparire.  Le api domestiche e selvatiche contribuiscono al 70% dell’impollinazione delle specie vegetali sul pianeta e garantiscono il 35% della produzione totale di cibo. In Europa l’80% delle 264 specie coltivate deriva dall’impollinazione degli insetti.

Questi numeri evidenziano anzitutto la vitale importanza che gli impollinatori assumono nell’ecosistema globale e in secondo luogo l’enorme danno economico, ambientale e sociale che deriverebbe dalla loro estinzione – parzialmente già in atto – e dal crollo del settore. Contribuendo alla conservazione della flora e al mantenimento delle biodiversità, infine, gli insetti impollinatori rivestono un ruolo unico persino nella misurazione dello stato di salute dell’ambiente, che risentirebbe in maniera notevole di una loro progressiva diminuzione.

 

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