Fuori i profitti dall’acqua: AQP citato dinanzi al giudice di pace

Il voto espresso da 27 milioni di italiani, in occasione nel referendum 2011 sul tema Acqua bene comune, chiede l’abrogazione del decreto legislativo 152/06 (Testo Unico ambiente) che garantiva, in capo al gestore dei servizi idrici, un profitto del 7% a titolo di remunerazione del capitale investito.

Sebbene l’abrogazione del disposto normativo sia datata 21 luglio, a tutt’oggi l’Acquedotto Pugliese S.p.A. continua a caricare tale voce sulla tariffa, eludendo, di fatto, la volontà popolare e il concetto di proprietà pubblica dei servizi idrici, ormai sancito per legge. I legali del Comitato pugliese Acqua Bene Comune – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua hanno chiesto ai giudici di pace di Bari, Altamura e Ginosa (TA) di accertare il diritto dei cittadini alla restituzione di quanto indebitamente percepito da AQP S.p.A. e ottenere, così, la effettiva attuazione del secondo quesito referendario.

Le udienze si svolgeranno durante il mese di marzo; gli attivisti del Comitato organizzeranno iniziative informative e di sensibilizzazione che si terranno a partire dal prossimo 22 marzo, Giornata Mondiale dell’Acqua, coincidente con la discussione di causa civile presso il Tribunale di Ginosa.

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