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Fuoco: lo spettro da sconfiggere. Il “caso” Veneto

Veduta della città di Belluno. In Veneto ben l'80% dei boschi è a rischio incendio

Una strage che si ripete, puntuale, ogni anno. Un fenomeno che aspetta l’estate per esplodere e conquistare soltanto allora le pagine della cronaca. Quella degli incendi è una piaga tristemente nota al nostro Paese. Da cui però, con un’attenzione capillare al territorio, si può uscire. E lo sa bene la Regione Veneto.

Di recente l’ultimo rapporto “Ecomafia 2012” di Legambiente ha messo in evidenza come in Italia siano in aumento i reati ambientali e in particolar modo gli incendi boschivi. Questi ultimi, nella maggior parte dei casi, riconducibili proprio ad atti dolosi. Anche le prime stime del Corpo Forestale dello Stato relative al 2012 non lasciano spazio a scenari positivi: nei primi 6 mesi dell’anno si sono verificati circa 2.500 incendi nei nostri boschi, con circa 10mila ettari di superficie percorsa dalle fiamme. «Ogni anno decine di migliaia di ettari di bosco bruciano a causa di incendi di natura dolosa o colposa, legate alla speculazione edilizia, o all’incuria e alla disattenzione dell’uomo. Negli ultimi trent’anni è andato distrutto il 12% del patrimonio forestale nazionale», fa sapere la Protezione Civile. E se le situazioni di maggiore criticità si riscontrano oggi in Puglia, Campania, Calabria e Lazio altrove sembra andar meglio.

Come nel Veneto dove, negli ultimi vent’anni, si è avuta una diminuzione non solo del numero di incendi boschivi ma anche – e soprattutto – della superficie bruciata. Altre regioni “virtuose” in materia ci sono, basti pensare al Trentino Alto Adige o alla Valle d’Aosta: allora perché considerare il Veneto? Perché qui oltre l’80% dei boschi sono considerati a rischio.

I sentieri del Nevegal (BL). La conoscenza del territorio e l'educazione ambientale sono fondamentali perché si rispetti l'ambiente

Per questo la Regione ha prima avviato una ricerca al fine di stabilire il legame esistente tra fattori climatici e cause di innesco. A seguire ha preso il via il rapporto di collaborazione con l’Università di Padova per la realizzazione di un sistema di calcolo dell’indice canadese di pericolo d’incendio FWI (Fire Weather Index), specifico per l’area veneta. «Il risultato più importante è quello di dare valore scientifico all’indice di pericolo – chiarisce in una nota l’amministrazione regionale – utile al fine dell’individuazione dei periodi di massima pericolosità per gli incendi boschivi in funzione dell’andamento climatico, per poter meglio organizzare le attività di prevenzione e allertamento». Attività che in Veneto fanno perno su due componenti essenziali: una professionale – il Servizio Forestale Regionale (SFR) – ed una volontaria – le Associazioni di volontariato AIB. Mentre il SFR si occupa dell’organizzazione e del coordinamento dell’intero sistema e delle operazioni di spegnimento in caso di incendio, l’apparato AIB va a ricevere le segnalazioni, attivare il servizio forestale competente, mantenere i contatti con gli enti e attivare i mezzi aerei.

All’atto pratico per prevenire gli incendi sono state adottate azioni di miglioramento boschivo, come la “pulizia” delle superfici da quelle masse legnose che possono consentire un più facile innesco del fuoco.

Interventi di selvicoltura attiva in Nevegal (BL). Eliminare le necromasse (legname morto) è fondamentale per prevenire gli incendi

E ancora: il recupero delle aree già compromesse dagli incendi; il potenziamento di una rete viaria utile a raggiungere agevolmente le aree boschive per garantire interventi tempestivi.

Un’organizzazione efficiente e necessaria a presidiare il territorio che, però, da sola non basta. «La diminuzione del numero di incendi si può attribuire ad una maggiore coscienza ambientale da parte della popolazione che presta sempre maggiore attenzione a non provocare accidentalmente incendi boschivi, ed ad una diminuzione dell’abitudine di bruciare residui agricoli e prati incolti», chiarisce ancora la Regione. Da qui l’importanza di favorire «comportamenti non a rischio e rispettosi della foresta» ma anche di «sensibilizzare la popolazione ed i giovani, anche con riferimento alla necessità di segnalare con tempestività ogni evento, in modo da consentire interventi rapidi ed efficaci».

(Foto nel testo di Giovanna Lodato)

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