“Fukushima, un anno dopo”. Il rapporto di Greenpeace International

“Non è stato semplicemente un disastro naturale a causare il tragico incidente alla centrale di Fukushima Daiichi ma piuttosto il fallimento del Governo, delle agenzie di controllo e dell’industria nucleare giapponese”. E’ la conclusione principale del rapporto “Fukushima un anno dopo” presentato da Greenpeace International a quasi un anno dal disastro. Si è trattato di un disastro causato dall’uomo che potrebbe ripetersi in ciascuno degli impianti nucleari del pianeta, mettendo a rischio milioni di persone. Una sintesi del rapporto in italiano, comunque, è consultabile su www.greenpeace.org

L’associazione chiede al Governo del Giappone di non riavviare i suoi impianti nucleari e di favorire piuttosto lo sviluppo di efficienza energetica e di energie rinnovabili per creare migliaia di posti di lavoro, migliorare l’indipendenza energetica del Paese riducendo le emissioni di gas serra, con la garanzia che nessuno dovrà soffrire di nuovo per il fallout di un prevedibile disastro nucleare. Si chiede, inoltre, anche la progressiva chiusura di tutti gli impianti nucleari nel mondo entro il 2035.

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