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Fukushima: tragedia senza fine

Continuano le evacuazioni in Giappone. Nella città di Data, a circa 50 km a nord-ovest dalla centrale nucleare di Fukushima, è stato chiesto a 113 famiglie di abbandonare le loro abitazioni. Già lo scorso 30 giugno il governo giapponese aveva designato la zona come hotspot radioattivo, pur essendo al di fuori del limite di evacuazione. Le famiglie dovranno dare la disponibilità al trasferimento entro il prossimo 8 luglio. Intanto l’amministrazione cittadina di Data si è resa disponibile a trovare agli sfollati alloggi in affitto mentre 40 appartamenti saranno occupati nell’immediato. Ma non è questa l’unica emergenza laddove resta alto l’allarme radioattività. Il Fukushima network for saving children from radiation ha denunciato di recente la presenza di sostanze radioattive nelle urine dei bambini che abitano la prefettura di Fukushima. I test, condotti a maggio da un gruppo giapponese assieme all’Acro, organismo francese che misura la radioattività, hanno riscontrato nelle analisi di 10 bambini, tra i 6 e i 16 anni d’età, la presenza di quantità di cesio 134 e cesio-137. L’organizzazione ha esortato il governo nazionale e la prefettura di verificare al più presto i possibili danni interni dati da queste esposizioni. Di contro, la Radiation research foundation nipponica ha risposto che «Non ci sono problemi di salute dovuti ai livelli di radiazione che sono stati segnalati. La gente non dovrebbe essere eccessivamente preoccupata».

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