10,100, 1000 Rossani. È questo quel che serve ad una città contemporanea come Bari che vuole essere “presente e futuro” e l’occasione della liberazione/presidio dell’ex Caserma Rossani, in modo democratico e condiviso nel pieno centro del capoluogo, dimostra che i tempi sono maturi, la città è pronta, la nuova generazione è preparata a un cambiamento forte, deciso, rivoluzionario.
Ma non basta pubblicare articoli, manifesti, condivisione, pensieri e solidarietà, serve attuare i progetti e tutto questo oggi è possibile perché è pronto da tempo, esattamente dalla primavera del 2013, quando il progetto dello Studio Fuksas ha vinto il concorso bandito dalla città di Bari.
Il progetto ha affrontato in modo radicale il problema di Bari, in merito alla frattura urbana creata dalla fascia ferroviaria che divide il capoluogo tra nord e sud per circa tre chilometri, un’area fortemente degradata e invalicabile, proponendo la rinascita di questo pezzo di città con un grande parco urbano sopraelevato che si estende da est ad ovest, affidando all’ex Caserma Rossani un ruolo importantissimo e strategico: diventare, come chiedono oggi i ragazzi che l’hanno liberata e la presidiano, il Polo Culturale della città composto di spazi d’aggregazione sociale immersi e integrati nel verde urbano esistente e di progetto con gli edifici esistenti da restaurare senza snaturare l’architettura degli stessi, in cui saranno ospitate le funzioni principali del progetto legate alla Cultura e alle Arti.
Al centro dell’area libera della struttura regolare dell’ex Caserma Rossani sorgerà un Auditorium con mille posti (foto di Gianni Avvantaggiato)Sono previsti inoltre luoghi di sosta, riposo e ristoro immersi nel verde del parco, il tutto raggiungibile a piedi o in auto da ogni parte della città e del territorio metropolitano avendo progettato un grande parcheggio interrato situato tra l’area dell’ex Caserma Rossani e la stazione centrale delle Ferrovie dello Stato.
Ed è proprio al centro dell’area libera della struttura regolare dell’ex Caserma Rossani che sorgerà un Auditorium con mille posti, affiancato da un’architettura multifunzionale in grado di ospitare un programma strutturato di eventi e attività concertistiche, teatrali, congressuali, cinematografiche attorniata da spazi comuni come il foyer, la caffetteria e un fitto parco urbano in parte esistente.
A completamento dell’intervento previsto nell’area dell’ex Caserma Rossani e collegata a essa dal parco urbano, sorgerà a breve distanza la Città della Musica, una struttura che affiancherà le attività dell’esistente Auditorium Nino Rota e il Conservatorio Niccolò Piccinni, con la realizzazione di un’area per concerti di musica classica e contemporanea all’aperto.
La Caserma Rossani liberata è un esempio di operazione di recupero urbano, imperniato sulla Cultura e sulle ArtiUn progetto ambizioso che si sviluppa su un’area di settantotto ettari nel cuore della città di Bari. Tutto ciò è stato possibile idearlo, organizzarlo, bandirlo, verificarlo sia nella prima che nella seconda fase del Concorso di Architettura, dalla primavera del 2008 alla primavera del 2013, impiegando anni di tempo, entusiasmo, passione, economie comunali.
Ma tutto ciò non basta ancora, questa bellissima operazione di recupero urbano imperniata sulla Cultura e sulle Arti deve concretizzarsi in un risultato fisico e reale: dobbiamo costruire un pezzo di città entro i prossimi cinque anni, affinché l’entusiasmo fino ad oggi profuso si possa trasformare in un nuovo e vero paesaggio urbano per la città di Bari, perciò, da oggi è opportuno che la liberazione e il presidio dell’ex caserma Rossani non sia solo condivisa a parole o con manifesti e proclami di solidarietà ma con un sostegno e una condivisione fisica e mentale a oltranza, sino alla realizzazione completa del Progetto Urbanistico e Architettonico elaborato dallo Studio Fuksas.
(La photogallery è a cura di Domenico Tangaro)
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