Frodi alimentari: la Puglia importa alimenti dall’estero

Secondo una ricerca di Coldiretti al top delle frodi alimentari ci sono grano, ciliegie, olio, melagrane, frutta secca, uva e latte. La paura dei consumatori

Il 65% degli italiani ha paura delle frodi e delle contraffazioni in ambito alimentare. A confermarlo, un’indagine condotta dalla Coldiretti e dall’istituto Ixè, presentata ad un convegno organizzato dall’Arma dei Carabinieri su Salute e Agroalimentare. L’Italia è nota in tutto il mondo per i suoi prodotti enogastronomici e per la loro qualità.

Ma la qualità ha un prezzo. Per raggiungere anche i consumatori con un potere d’acquisto ridotto, il mercato mette in circolazione prodotti a basso costo che utilizzano ricette modificate, catene di produzione alternative rispetto a quelle italiane certificate, ingredienti di minore qualità e filiere che hanno standard totalmente diversi rispetto all’Italia e persino all’Europa, che ha “per definizione” la tendenza al ribasso dei requisiti.

La Puglia e le importazioni agroalimentari

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Il falso e la contraffazione alimentare del Made in Italy supera i 100 miliardi nel mondo (Foto di ElasticComputeFarm da Pixabay)

«In Puglia sbarcano dall’estero grano, ciliegie, melagrane, uva, olio, frutta secca e latte. Un danno economico per le aziende agricole, ma soprattutto un rischio grave per la salute dei consumatori» denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. «Abbiamo chiesto agli europarlamentari pugliesi di difendere gli interessi degli agricoltori, degli altri operatori virtuosi del sistema e dei consumatori. Occorre infatti migliorare e armonizzare – conclude Muraglia – con un incessante interlocuzione di tutte le parti coinvolte, tutti i rapporti e gli accordi che minacciano le nostre identità e le nostre produzioni».

In cima alla lista della classifica stilata da Coldiretti su i Paesi che utilizzano pesticidi nel settore agroalimentare oltre i limiti consentiti dall’Italia, ci sono le melegrane dalla Turchia, le foglie di tè dalla Cina, i fagioli dal Kenya, i cachi da Israele, il frutto della passione dalla Colombia. Gli allarmi scattati nell’Unione Europea nel 2018 sono 3.622, con la Turchia che è il Paese per prodotti non conformi (318), seguita dalla Cina (310).

Il falso e la contraffazione alimentare del Made in Italy supera i 100 miliardi nel mondo. Solo nell’ultimo decennio le frodi alimentari sono aumentate del 70% a causa anche dell’utilizzo improprio di termini, immagini e concetti che richiamano l’Italia. Ciò assume connotati devastanti per l’Italia con la Guerra dei Dazi degli USA.

I dazi di Trump

Trump tasserà vino, olio e pasta. Un colpo notevole per l’economia italiana e pugliese che provocherà l’invasione di prodotti contraffatti sui mercati.

«L’olio extravergine d’oliva costa in Italia in media 8 euro al litro. Negli USA il prezzo sale a 12,40 euro. Con l’applicazione dei dazi al 100% passerà a 24,77 euro – spiega Muraglia – La mozzarella di latte di Puglia costa in media 7 euro al chilo. Negli USA, il prezzo è 16-20 euro, con i dazi salirebbe a 40 euro. Una bottiglia di Primitivo o Negroamaro da 5-6 euro a bottiglia in Italia, nella grande distribuzione degli Stati Uniti può costare 10-15 euro. con i dazi costerà 20-30 euro. Un pacco di pasta in Italia costa 1,5 euro al chilo, negli Usa sale a 2,75 euro al chilo, con i dazi costerà 3,75 euro al chilo». Presto anche in formaggi subiranno la stessa sorte, a favore dell’industria casearia americana.

L’olio estero

Sull’olio, il consigliere regionale di Forza Italia Domenico Damascelli apre un altro fronte nel campo delle frodi alimentari. La produzione pugliese è in ripresa dopo le calamità naturali e la Xylella, si parla di un aumento dell’80% rispetto all’anno precedente. Ma oltre il 20% dell’olio circolante in Puglia proviene dall’estero, a costi inferiori rispetto a quello nostrano e qualitativamente al di sotto degli standard a cui siamo abituati. Damascelli chiede interventi normativi da parte del Governo e della Regione per fermare questa invasione e salvaguardare la filiera pugliese. Ma, in alcuni casi, l’olio viene anche mischiato e venduto come originale. Anche il grano approda in Puglia in grandi quantità, anche da zone dove il glifosato non è vietato, e viene mischiato. In questo caso, i produttori di pasta sostengono che è necessario per soddisfare la richiesta interna.

Insomma, tutti vogliono i prodotti italiani, a costo anche di falsificarli. L’Italia, e la Puglia in particolare, deve nelle sedi internazionali puntare i piedi per evitare il progressivo impoverimento delle nostre eccellenze, facendosi anche dei “nemici”, in un mondo dove la globalizzazione sta distruggendo progressivamente le peculiarità di ogni Paese.

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