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Fratellanza franco-italiana per i diritti delle vittime dell’amianto

La manifestazione contro l'amianto a San Quentin ha visto uniti italiani e francesi

Anche in Francia il movimento popolare che chiede chiarezza sulle vittime dell’amianto si fa serntire con forza, come in Italia, com iniziative emanifestazioni. L’ultima,  lo scorso 15 ottobre quando una folla di 4000 persone ha attraversato Saint-Quentin, nella regione francese settentrionale della Piccardia, per difendere a gran voce i diritti delle vittime dell’amianto. Alla manifestazione, organizzata dalla rete di associazioni Andeva , ha preso parte accanto ai cittadini francesi una folta delegazione italiana: 90 rappresentanti dell’associazione omologa italiana AFEVA, partiti dalle città di Casale, Cavagnolo e Reggio Emilia, luoghi dove Eternit aveva alcuni stabilimenti fonte di malattia e morte diffusa. Solidarietà, obiettivi di lotta comuni e scambi di buone prassi tra le due reti associative hanno reso possibile una mobilitazione così ampia per fare fronte unico attorno a due questioni nodali per entrambe: la difesa dei diritti d’indennizzo delle Vittime di Amianto e la pretesa del riconoscimento della responsabilità penale per i colpevoli di catastrofe ambientale.

Il risarcimento: una questione non solo di soldi ma di diritti e di giustizia. I fatti del processo di Torino, con la richiesta di condanna a 20 anni di carcere per i due dirigenti di Eternit, Stephan Schmidheiny e Luis De Cartier, hanno infuso nuova speranza in tutto il mondo a che venga riconosciuto non solo l’indennizzo economico alle vittime dell’amianto ma anche la responsabilità penale per catastrofe ambientale, aggravata dal comportamento doloso permanente che ha provocato migliaia di vittime e di malati in Italia. Contrariamente alle speranze italiane però, in Francia non è previsto finora un simile iter. « E’ vergognoso per una società evoluta che la giustizia penale non chieda alcun conto a tutti coloro che hanno commesso simili errori e sono responsabili di migliaia di morti”, sostiene Pierre Pluta, presidente di ANDEVA. Eppure il governo francese sembra non comprendere le ragioni dell’accanimento delle vittime dell’amianto che, oltre al già concesso diritto al risarcimento, vorrebbero costituirsi parte offesa in procedimenti penali contro i responsabili di tante morti e malattie.

Il disaccordo non si ferma qui: con un recente decreto legge il governo ha inteso introdurre alcune modifiche nei meccanismi di nomina e di composizione della commissione del FIVA, il Fondo di Indennizzazione delle Vittime di Amianto, con il rischio di alterare la governance finora garantita dalla presidenza che era assegnata ad una magistratura indipendente dal potere politico.

L’associazione AFEVA, che guarda tra l’altro con estremo interesse il dispositivo del FIVA nella speranza che sia adottato anche in Italia, ha voluto con la sua presenza esprimere il sostegno particolare contro l’attacco a questo fondo da parte del governo francese. “La delegazione italiana ha portato solidarietà alle vittime francesi in ringraziamento dell’appoggio che Andeva ha dimostrato durante il processo di Torino – dichiara Assunta Prato, delegata di AFEVA-. La delegazione italiana sostiene inoltre gli amici francesi affinché anche in Francia si possa arrivare ad un processo che renda giustizia alle migliaia di vittime di Eternit”.

Sul palco sullo sfondo, Pierre Pluta, cui si sono uniti i rappresentanti italiani di AFEVA Assunta Prato, Nicola Pondrano e Bruno Pesce al momento della commemorazione delle vittime

Pierre Pluta,  cui si sono uniti i rappresentanti italiani di AFEVA Assunta Prato, Nicola Pondrano e Bruno Pesce al momento della commemorazione delle vittime, ha voluto ricordare le parole del giudice antiterrorista Marc Trevidic, presidente dell’associazione francese dei magistrati, che affermò di non aver mai visto un solo terrorista uccidere tante persone come le logiche sordide dell’economia hanno potuto fare con gli affari legati all’amianto. E aggiunge: « Dalla prima marcia delle vedove delle vittime di amianto il 15 dicembre 2004 a oggi, in Francia si contano 25.360 morti in più da avvelenamento di amianto. Sono persone alle quali è stato rubato il diritto di vivere, di godere con la loro famiglia di una pensione ben meritata; ricordo che non si tratta di morte naturale ma di decesso provocato da avvelenamento, quindi di assassinii per quali i responsabili non hanno ancora dato conto alla giustizia”.

Ogni anno, In Italia come in Francia, muoiono dalle 3000 alle 5000 persone a causa dell’amianto, e sono previste 500mila vittime nei primi trent’anni del XXI° secolo. È la cronaca di una morte annunciata, ma nonostante questi dati, il lavoro da fare sulla via delle restrizioni all’utilizzo dell’amianto sembra ancora in una pericolosa fase di stallo.

Non resta che continuare a lottare: prossimo appuntamento è nel 2012 a Parigi, dove è in programma una manifestazione internazionale, per un mondo senza più amianto.

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