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Franzoso:”Referendum sul nucleare, perché votare NO”

Onorevole Franzoso, qual è la sua posizione verso il nucleare?

On. Pietro Franzoso

Il nucleare è, ormai, una fonte energetica indispensabile per l’economia di un Paese, in termine di costi di energia prodotta; quindi in un mercato globale non se ne può fare a meno. Atteso che il nucleare di ultima generazione lo ritengo alquanto sicuro, in termini di aspetti tecnici e la produzione di energia da nucleare non inquina, soprattutto io ritengo che una moratoria sul nucleare vada decisa a livello mondiale.

Però, ammesso che le centrali, oggi, siano più sicure, altrettanto non si può dire dei siti dove stoccare le scorie nucleari.

I siti devono essere comprovati dal punto di vista scientifico, quindi deve essere il mondo scientifico a dirmi se un sito è idoneo o non idoneo. Se il mondo scientifico afferma che un sito non è idoneo, alla politica non resta che prendere atto. Mentre l’aspetto fondamentale, per me, è che deve esserci un criterio europeo nella gestione delle centrali. Se una centrale è progettata per avere una vita di trent’anni, allo scadere va chiusa. Bisogna stabilire metodi di gestione e di manutenzione, uguali nel mondo. Le centrali che hanno quarant’anni che rappresentano una tecnologia superata e non mi riferisco solo a quelle del Giappone ma in generale, devono essere chiuse.  La sperimentazione non si può fermare. Va da se che la scienza produce delle realtà che rende superate quelle di trent’anni  prima. Quindi, centrali più evolute sia dal punto di vista tecnologico, sia in termini di sicurezza.

Quindi lei ritiene che le decisioni in merito si debbano prendere a livello mondiale

Innanzitutto ci deve essere una politica comune europea. Per poi discuterne a livello mondiale. Non può essere che in Francia ci sia una normativa e fare una centrale al confine con l’Italia.

Onorevole, lei è pugliese. Lei come ben sa la Puglia produce più energia di quella utilizzata. Lei ritiene che comunque una centrale, nell’ipotesi che il programma nucleare venga ripreso, possa essere costruita nella nostra regione?

Intanto non ho notizie per quanto riguarda la costruzione di una centrale in Puglia. Non sono state neanche indicate, se vogliamo.

Una mappa, però, è stata disegnata

Una mappa dei siti idonei alla costruzione di centrali nucleari, del 1979

Sono tutte illazioni. Non mi risulta che ufficialmente sia stato indicato un sito. Il problema è che comunque non bisogna agire sul piano dell’emotività. E anche con la condivisione o meno dei cittadini, la si deve ottenere con il ragionamento, con la riflessione a 360°; votare NO al nucleare per una presa di posizione, per principio, non serve al Paese.

E se il Governo avesse deciso di costruire una centrale vicino al suo paese, tra Taranto e Lizzano, lei sarebbe stato comunque d’accordo?

Non credo che ci siano siti tra Taranto e Lizzano, è tutto abitato. Se ci fosse stato un sito idoneo, sarei stato d’accordo, si. Con tutte le garanzie di questo mondo. Nella vicina Croazia ne abbiamo una che è un pericolo pubblico. Va avanti quando invece andrebbe chiusa… ieri, non domani.

Cosa pensa, invece, della decisione del Governo di mettere in moratoria il decreto sulle centrali?

Come ho già detto, oggi, sulla base di quello che è accaduto a Fukushima, credo che una pausa di riflessione per verificare dal punto di vista tecnologico l’accaduto e la tipologia di centrale che avevamo ipotizzato di installare vada fatta e, credo, che vadano fatti degli approfondimenti. Oggi il Governo ha fatto bene a bloccare il progetto, per un’ulteriore valutazione di merito per quanto riguarda il piano della sicurezza delle centrali. Ma non è che questo scalfisce o può scalfire il principio che, le centrali nucleari, in termini di produzione energetica e salvaguardia dell’ambiente, diventino indispensabili.

Quindi lei sostiene che dopo il referendum comunque si possa tornare a parlare di nucleare?

Se mi convincono le rivisitazioni. Ripeto, per me, oggi, le centrali hanno motivo di esistere nel momento in cui si danno garanzie sul piano ambientale perché sono fonti di energia che non inquinano e sul piano dell’economia. Prendi il fotovoltaico: noi paghiamo il 30% in più sulla bolletta perché è un contributo che noi, come Paese stiamo dando al protocollo di Kyoto. Ma il fotovoltaico lo pagano i cittadini con la bolletta. Il fotovoltaico, in termini di kilowattora costa cinque volte di più del nucleare.

Ma il costo della costruzione di una centrale nucleare influirebbe sul costo della bolletta.

Si, ma ci sarebbe una riduzione dei costi dell’energia prodotta.

L’ultima domanda onorevole Franzoso. Intanto le cose sono cambiate. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 165 del 2011, ha bocciato, in parte, il decreto sulle misure urgenti in materia di energia, come il nucleare. Come giudica questa decisione?

Io non giudico, prendo atto. Come sono garantista, così dico che vanno rispettate le decisioni della Corte Costituzionale. Se ha preso una decisione del genere, va preso atto e applicata. Né più né meno. Ma questo non mi esime, nelle mie funzioni di legislatore, dal dovere eventualmente portare avanti delle riflessioni che sono in controtendenza. Ma livello discorsivo, sul problema dell’applicazione vanno rispettate, punto e basta.

 

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