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Francesco Falcone: «Noi di Legambiente per uno sviluppo sostenibile in Calabria»

Da quanti anni è in carica e quali sono gli interventi che maggiormente la inorgogliscono?

Sono direttore regionale dal 2007 e presidente facente funzione da agosto 2010. Ciò che maggiormente mi inorgoglisce è tout court far parte di una rete associativa che si batte per l’ambiente e la sua difesa a 360 gradi: combattendo le ecomafie, gli interessi speculativi del cemento, del consumo di suolo e dei ladri di futuro. Mi inorgoglisce organizzare Puliamo il MondoSpiagge e fondali puliti con i ragazzi delle scuole; far prevenzione incendi con tanti volontari ed associazioni di protezione civile; valorizzare l’immenso patrimonio dei piccoli comuni con Voler bene all’Italia, denunciare la mala depurazione e la gestione dei rifiuti in Calabria.

Francesco Falcone, direttore di Legambiente Calabria

Punti di forza e criticità regionali. Com’è la situazione rispetto ad altre Regioni?

La forza del regionale è data dalla passione e dall’impegno di tante persone che fanno con piccole azioni grande Legambiente, dalla promozione di un convegno, di una denuncia di un’iniziativa nelle scuole ed essere tra la gente. La criticità è l’esigenza di strutturarsi, non solo su basi volontarie.

Una ricetta per la crisi è stata per molti la green economy. Che ne pensa?

È la soluzione per dare risposta all’ambiente, ai territori, al lavoro. Basti pensare che investire nelle fonti energetiche alternative dà lavoro a circa 1000 aziende, 15.000 lavoratori e 100.000 lavoratori nell’indotto per un volume d’affari nel solo 2010 pari a 8 miliardi di euro.

Obiettivi inderogabili, in cui applicarsi a breve termine. Che fare da domani?

Da domani occorre invertire la rotta nella gestione dei rifiuti per non fare la fine della Campania. Puntare sulle 4 R (riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero); efficientare il sistema della depurazione per avere un mare pulito; non consumare il suolo con nuove lottizzazioni ma puntare al recupero del patrimonio edilizio esistente, anche in chiave di “casa passiva” autosufficiente dal punto di vista energetico per cui sono necessari tanto lavoro e tanta ricerca e formazione di personale qualificato. In altre parole, fare e volere bene ed amare la nostra terra, difendendola dai “ladri di futuro”.

Un giudizio sul governo della Regione e sul governo nazionale. Cosa di positivo e cosa di negativo ha aiutato o non ha aiutato il territorio?

Il giudizio negativo è sulla possibilità concessa di aumentare le volumetrie del 20% delle abitazioni sulla scia del piano casa del governo nazionale. Per il resto, nessun scatto di reni su rifiuti, depurazione, valorizzazione dei piccoli comuni, prevenzione incendi e dissesto idrogeologico a difesa del territorio. Basta a nuovi porti e aeroporti in una regione che ne ha già tanti: vogliamo uno sviluppo dolce e sostenibile.

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