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Fotovoltaico, no alla “caccia alle streghe”

testo raccolto da Lucia Schinzano

«In Puglia e in Salento nessuno scempio ambientale dovuto all’installazione di campi fotovoltaici sui terreni agricoli; la superficie occupata oggi ammonta a circa lo 0,025% della superficie agricola regionale. Piuttosto è la levata di scudi contro la diffusione degli impianti fotovoltaici che rischia, insieme alle difficoltà nel reperire fonti di finanziamento, di ostacolare lo sviluppo del settore delle rinnovabili e di scoraggiare investitori italiani e stranieri a danno dell’economica del territorio.

<p>Massimo Leone, Amministratore delegato Promem Sud-Est</p>

Massimo Leone, Amministratore delegato Promem Sud-Est

Considerando che al 30 giugno erano installati in Puglia impianti a terra per una potenza totale di circa 204 MW e che per ogni MW è necessaria  una superficie di circa due ettari di terreno, la superficie agricola occupata è pari a circa 408 ettari cioè lo 0,025% del totale della superficie agricola regionale, pari a 1.633.000 ettari; se si considerasse anche la superficie boscata e seminaturale della Puglia – altri 209.000 ettari – l’incidenza scenderebbe addirittura allo 0,022» (fonti: GSE, dati aggiornati al 30 giugno 2010, e Programma di Sviluppo Rurale Regione Puglia). È evidente che parliamo di un impatto estremamente basso sul territorio, molto più basso, ad esempio, che in Spagna dove ci risulta che la superficie agricola occupata da pannelli fotovoltaici, circa 18.540 ettari, rappresenta lo 0,07% della superficie agricola complessiva pari a 25 milioni di ettari.

<p>parco fotovoltaico in Puglia</p>

parco fotovoltaico in Puglia

Nel 2008 la produzione di energia da fonti rinnovabili in Puglia era pari al 9,9% del consumato contro il 17% del dato italiano, rappresentato per oltre i due terzi da energia idroelettrica. Considerando che la Puglia è l’unica regione italiana che non produce energia idroelettrica, se si vuole accrescere l’incidenza della produzione da energie rinnovabili nella nostra regione, dobbiamo necessariamente puntare sulle fonti disponibili e cioè eolico e fotovoltaico che sono a impatto ambientale molto limitato. Ovviamente nel pieno rispetto del paesaggio, delle zone agricole di pregio ed anche della biodiversità ma senza pregiudizi aprioristici verso impianti collocati in terreni brulli e senza alcun significativo valore paesaggistico(fonte: Rapporto ENEA 2010).Il territorio, comunque, va tutelato garantendo la piena sostenibilità ambientale degli impianti. Dunque, il vero pericolo non è lo scempio ambientale del territorio pugliese e salentino ma la levata di scudi contro la diffusione degli impianti fotovoltaici che rischia di ostacolare lo sviluppo della regione ».

<p>parco eolico</p>

parco eolico

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