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Fotovoltaico, Cremonesi (IFI): «Si impongano dazi compensativi sui prodotti di importazione cinese»

In occasione della visita istituzionale che il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ha compiuto in Cina, IFI – Industrie Fotovoltache Italiane, rimarca l’esigenza di imporre misure protezionistiche sulla componentistica fotovoltaica prodotta e importata dalla Cina.

La Commissione UE è attualmente impegnata in un’indagine investigativa volta a determinare se e in quale misura possano essere state attuate delle pratiche illecite di dumping o di ricezione di sovvenzioni illegali da parte delle società produttrici e importatrici di moduli fotovoltaici cinesi. Qualora la Commissione dovesse rilevare l’esistenza di queste pratiche illegittime, potrebbe ricorrere all’imposizione di dazi compensativi sui prodotti di importazione dalla Cina.

«Il termine compensativo – spiega il presidente del Comitato IFI Alessandro Cremonesi (foto) – è fondamentale per far comprendere ai più che non si tratta di dazi all’importazione per elevare barriere protezionistiche del mercato o minare il libero mercato, ma che si tratta di misure necessarie per riequilibrare quel gap competitivo tra gli operatori nazionali ed europei e quelli cinesi, generato da un atteggiamento illecito, ovvero illegittimo».

La politica adottata dal governo cinese, prosegue Cremonesi, «ha costretto almeno trenta produttori europei e italiani di celle e moduli fotovoltaici nell’ultimo anno a chiudere i loro stabilimenti con perdite di migliaia di posti di lavoro a causa di tale illegittimo comportamento, facendo di fatto scomparire l’industria del fotovoltaico dall’Europa».

Il presidente IFI conclude rivolgendo un appello al Ministro Passera: «nel caso in cui siano confermate le pratiche scorrette del mercato, che non ci sia nessuna mediazione per i responsabili di tali comportamenti illeciti. Riteniamo giusto che chi ha operato nel mercato barando, si  assuma la piena responsabilità delle sue azioni e degli effetti che queste genereranno».

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