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Fotovoltaico cinese contrabbandato in Italia

Uno dei container di pannelli fotovoltaici cinesi sequestrati

Operazione della Guardia di Finanza e della Dogana a Taranto. Nel porto del capoluogo ionico sono stati sequestrati circa 20.000 pannelli fotovoltaici per contrabbando intraispettivo; due persone di nazionalità cinese sono state denunciate all’autorità giudiziaria. Militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Taranto, nel corso di specifici controlli condotti in collaborazione con funzionari della locale Dogana, hanno sottoposto a sequestro, presso lo scalo marittimo, circa 20.000 pannelli fotovoltaici prodotti in Cina, per contrabbando intraispettivo. Le Fiamme Gialle hanno intercettato trentanove container provenienti dall’Estremo Oriente, destinati ad un impianto fotovoltaico in corso di realizzazione sui tetti di un complesso industriale a Fano nelle Marche. La merce, però, è stata introdotta in Italia con documentazione doganale falsa. La società importatrice, infatti, cinese, con sede a Milano, ha falsamente dichiarato alla Dogana di essere la diretta realizzatrice/installatrice dei pannelli solari presso l’impianto fotovoltaico in costruzione nel centro Italia. Ha così potuto usufruire di un’agevolazione IVA: invece di versare il 20% allo Stato italiano, hanno versato il 10% di imposta, evadendo, di fatto, i diritti di confine effettivamente spettanti.

Un pannello solare di produzione cinese sequestrato

Sostanzialmente, questa frode va sotto il nome di contrabbando intraispettivo; per chiarire, quello delle sigarette è detto, invece, extraispettivo perché le sigarette non passano dalle dogane. Invece, l’organizzazione avrebbe rivenduto i pannelli solari caricando il valore della merce con IVA al 20%. Il ricavo della frode è stato stimato intorno al milione di euro. Il reparto della Guardia di Finanza di competenza su Fano è stato interessato per proseguire le indagini perché una quantità di pannelli è già stata consegnata al destinatario. L’acquirente non è coinvolto nella frode.

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