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Fotografia subacquea. Le foto “in fondo al mar” di Jason Isley

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fotografia subacquea di Jason Isley

Il fotografo inglese narra l’inquinamento dei mari proponendo una fotografia subacquea  fuori dall’ordinario.

Raccontare l’inquinamento marino è – purtroppo – abbastanza semplice e ricorrente.
Farlo attraverso il fuoco di un obiettivo – intriso di originalità e forte impatto metaforico – è proprio di un artista. È proprio di Jason Isley.

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Jason Isley. Storia di un fotografo giramondo.

Jason IsleyNativo dell’Inghilterra, Isley (nella foto) dal 1995 è in realtà un globetrotter del mondo naturale, che lo ha visto come cameraman ed esperto di fotografia subacquea a tutte le latitudini, dal Sud Est Asiatico all’Australia, dalle Americhe agli Stati del Nord Africa bagnati dal Mediterraneo, fino all’India e al Nord Europa. Ha partecipato attivamente per serie TV, film e soprattutto documentari a tema ambientale.
Nel 1996 ha fondato con Simon Cristopher il fiore all’occhiello della sua carriera, Scubazoo – con sede a Sabah, in Malesia – un’agenzia di produzione che collabora in lavori di carattere etico e creativo con le principali onlus ed associazioni ambientaliste. In particolare, tra la fine del 2008 ed i primi anni del 2009, Isley ha lasciato la telecamera per dedicarsi anima e corpo alla fotografia, sempre con un occhio privilegiato per il mondo sott’acqua.

E proprio dal connubio tra l’arte fotografica e la questione dell’inquinamento dei mari e degli oceani, l’inglese ha tirato fuori una serie di scatti autentici, divertenti e che fanno della fotografia subacquea un veicolo di attenta riflessione e dibattito.

“Piccole persone. Grandi avventure”.

Jason Isley ha affiancato agli abitanti della natura, dei giocattoli – quelli con cui giocano i più piccoli – immaginandoli intenti a operare per il bene dell’ambiente sottomarino.
Il titolo del progetto: Small Blue World: Little People. Big Adventures.

Jason IsleyCosì succede che un piccolo torero giocattolo affronti impavido l’appropinquarsi di uno squalo, degli omini falegnami provino a liberare un pesce rimasto intrappolato da un intreccio di reti, oppure dei soldatini contrastino un’anguilla serpente.

I “piccoli lavoratori” di plastica, a differenza di molti esseri umani, sono i primi che si adoperano per ripulire il mare: estrarre una pila da un fondale oppure raccogliere cicche o rifiuti di vari materiali.
Genio e fantasia, questi sono gli ingredienti che caratterizzano l’arte di Jason Isley.

Scatti di grande comunicazione, che tuttavia richiedono un’attenta e talvolta lunga preparazione: lunghe e minuziose immersioni, setacciando metro per metro i fondali marini e imparando a conoscere le abitudini dei suoi abitanti. Allestire la scena con i giocattoli, provandole prima in un contesto asciutto e poi riproponendolo – con le ovvie difficoltà di circostanza – sott’acqua.

Il tutto alla conquista del frame giusto. Da cui poi raccontare qualcosa.
Qualcosa di diverso rispetto ai soliti scatti. La narrazione attraverso la fotiografia subacquea.
Come una lumaca di mare che si “becca” una bella multa per eccesso di velocità…!

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