Fotografia: geositi di Puglia visti da Anne Brix

L’idea è di promuovere, con la fotografia, la conoscenza e la valorizzazione dei siti di interesse geologico – i cosiddetti geositi – e i paesaggi geologici della Puglia. Niente di meglio, quindi, di un concorso fotografico. All’iniziativa della sezione pugliese della SIGEA, Società Italiana di Geologia Ambientale e dell’Ordine dei Geologi della Puglia, dal titolo “Passeggiando tra i Paesaggi Geologici della Puglia”, giunta alla sesta edizione, hanno partecipato moltissimi concorrenti che hanno inviato centinaia di foto.

Dodici quelle vincitrici – selezionate dalla giuria presieduta dal direttore di Ambient&Ambienti Lucia Schinzano e composta Gianni Avvantaggiato, Pasquale Acquafredda, Roberto Fuiano, Ruggero Francescangeli – che rappresentano le tre sezioni del concorso: sezione A – “Paesaggi geologici o geositi”, sezione B – “La geologia prima e dopo l’Uomo” e sezione C – “Una occhiata al micromondo della geologia”.

Anne Brix
Anne Brix

Ambient&Ambienti ha voluto conoscere più da vicino i vincitori delle suddette categorie e desidera condividere con i propri lettori le immagini scattate da ciascuno. Il web magazine apre questa rassegna con Anne Brix, «un’artista entusiasta, sicuramente sono innamorata della natura», una dei quattro vincitori della sezione C, con “Colonia Corallina”, (fotografia di apertura) scatta a Otranto.

Belga, classe ’57, Anne Brix vive a Bari dal 1985, dove si è sposata con un barese e da buona «femme au foyer, mi sono dedicata con entusiasmo alla cura dei miei figli».

Buongiorno Anne, qual è il suo rapporto con la geologia e l’ambiente?

«Già dalla prima infanzia, ho sentito forte il legame con la natura, sollecitata da frequenti soggiorni nelle foreste delle Ardenne dove trovavo tanta gioia nella raccolta dei mirtilli. Stare in mezzo alla natura è soprattutto avere il tempo di riflettere, di osservare, non volere scattare una foto in un secondo. Per me scattare una bella foto è stare anche un’ora o più e impregnarsi un poco, una sorta di meditazione ».

Cosa faceva prima di dedicarsi alla fotografia?

«A Bruxelles ho studiato pittura, dopo gli studi ho lavorato nel campo dell’archeologia e dell’egittologia, quindi sono venuta in Italia, avevo 25 anni. Sono rimasta otto anni a Roma e poi sono venuta in Puglia».

Dove ha scelto di seguire la crescita dei suoi figli

«Grandi loro, nel 2003, ho ripreso a dipingere, il mio lavoro principale. Ma tante porte si sono aperte con la fotografia. Grazie a una vicina, insegnante, ho seguito un corso di immagini e video all’Istituto Panetti. Così ho cominciato a utilizzare meglio la macchina fotografica, ne ho comprata un’altra e sono diventata più esperta».

Cosa ha trovato nella Puglia?

«Sono affascinata dalle bellezze del territorio pugliese, sotto l’esperta guida di ambientalisti di sicura competenza, giro il nostro bellissimo territorio: partendo dal Gargano per arrivare sino a Santa Maria di Leuca, con un incanto che non scema mai».

Airone cenerino Conversano 8 aprile 2016
Airone cenerino, Laghi di Conversano (BA), 8 aprile 2016 – foto di Anne Brix

È iscritta a un’associazione
«Faccio parte dell’associazione “Terre del Mediterraneo”
– associazione ambientalista senza fini di lucro che opera per la ricerca, la documentazione e la diffusione di conoscenze nel campo dello sviluppo sostenibile -. Organizzano anche corsi e ultimamente ho seguito quello di birdwatching. Siamo andati in diversi posti per mettere in pratica quello che ci hanno insegnato».

Una bella esperienza

«Un’esperienza stupenda. Con gli insegnanti di ornitologia siamo stati anche a Lama Balice. Sul lungomare di Bari abbiamo osservato i cormorani. Fantastico. Ma mi sono imbattuta anche in un’ambiente così degradato da andare via con un sentimento di tristezza infinita e di disagio».

Vale a dire?

«Avevo visionato una bellissima brochure sui Laghi di Conversano. E insieme con una bimba ho deciso di visitare questo posto così suggestivo. Malgrado la pianta dettagliata, non abbiamo trovato la Casa delle Farfalle e i cartelli erano circondati di alte sterpaglie e rifiuti., In uno dei laghetti c’era un bellissimo airone cenerino ma il posto è pieno di immondizie. Come un water abbandonato davanti alla Grotta delle rondinelle a Polignano. Credo che il ruolo del fotografo, in questo caso, sia importante perché può informare la gente delle cose che non vanno».

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