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Foreste italiane inospitali. Serve rete

L’aumento la superficie delle foreste italiane non basta a garantirne la qualità ecologica, ancora troppo bassa, con gravi danni alla nostra biodiversità. A stabilirlo è l’ultimo rapporto Lipu-BirdLife Italia realizzato per il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Si segnala uno stato di cattiva conservazione dell’avifauna in Italia, in particolare per alcune specie di uccelli, come gallo cedrone, fagiano di monte, astore di Sardegna e la migratrice balia dal collare. Se non si migliorerà l’habitat questi esemplari rischiano l’estinzione locale. Tutto questo si sta verificando a causa di una struttura dei boschi poco diversificata e non adatta a ospitare gli uccelli.

Per arginare il fenomeno, la Lipu ribadisce l’importanza della rete Natura 2000, la rete ecologica diffusa nel territorio UE (direttiva 92/43/CEE “Habitat”) al fine di garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. Per l’associazione ambientalista la rete andrebbe diffusa anche alle Zone di protezione speciale delle foreste vetuste e alle porzioni prive di disturbo per gli animali. Inoltre, occorre incoraggiare le opportunità offerte dai Piani di sviluppo rurale, in particolare le misure silvo-ambientali e le indennità Natura 2000, nonchè il collegamento sotto il profilo ecologico tra le aree protette e i siti ad alto tasso di biodiversità.

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