Foresta Umbra, cuore verde di Puglia

Vivere totalmente la Puglia è un’occasione importante, perché ricca di strade, percorsi e sentieri non semplici da percorrere; conoscerla è fondamentale, per comprendere la naturale bellezza di luoghi come la Foresta Umbra

La Puglia è l’ultima punta della penisola italiana che, dal Promontorio del Gargano, sino a Punta Ristola, lembo estremo dell’Italia, prossimo a Santa Maria di Leuca, si estende nel Mediterraneo. E’  una lingua di terra costellata di boschi e foreste che si estendono per lunghi tratti tra la costa adriatica e la jonica. Viverla totalmente è un’occasione importante, in alcuni casi faticosa, perché ricca di strade, percorsi e sentieri non semplici da percorrere, ma conoscerla è fondamentale, per comprendere la naturale bellezza di luoghi come la Foresta Umbra.

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Un faggeto della Foresta Umbra visto dall’alto

Per chi scende dal nord dell’Europa, l’incontro con la Puglia avviene in prossimità del Promontorio del Gargano; la prima area vasta con le colline e la sua Foresta Umbra. In molti la sfiorano lungo la costa, pochi l’attraversano e la vivono dentro. E’ una vasta area boschiva in cui, tra colline e depressioni naturali, vivono una fauna e una flora fortemente integrate nel territorio e distribuite in due riserve naturali: la Riserva Naturale Biogenetica (Umbra) e la Riserva Naturale Biogenetica Orientata (Falascone), ubicate entrambe sulle punte delle colline Promontorio del Gargano.

Le due riserve costituiscono un’area unica e rappresentano il nucleo antico del Nemus Garganicum (Bosco Garganico) che ha ricoperto, per migliaia di anni, sino ad oggi, l’intero Promontorio. La Foresta Umbra ha vissuto, nel tempo, conquiste, usurpazioni e cessioni, da parte di numerosi Re e Imperatori che l’hanno posseduta, essendo stata, sempre, un grande patrimonio boschivo. Gli ultimi che hanno saputo cogliere il valore ambientale del luogo, sono stati gli Svevi, guidati dalla sensibilità personale dell’Imperatore Federico II.

Guardandola dall’alto, a volo d’uccello, e vivendola dentro, si percepisce nella Foresta Umbra una forte matrice arabo-normanno-sveva; nella sua struttura allude alla natura e all’armonia delle foreste, a cui Federico II dedicò particolare cura, sia in Puglia che in Sicilia, entro cui si esercitava alla caccia. Una vasta rete di boschi e parchi lontani dai centri abitati; foreste in cui la selvaggina, i cervi, i daini, i caprioli, i lupi, i conigli, le volpi, si moltiplicavano in  abbondanza insieme alla selvaggina costituita da pernici e quaglie, riservate all’attività aristocratica della falconeria, e ai colombi, merli, allodole, fagiani e francolini, creando un estesissimo patrimonio naturale, che si è conservato sino ad oggi.

Nella Foresta Umbra i boschi, la flora e la fauna sono padroni del luogo. L’area è costituita da una splendida e tipica Faggeta Garganica che segue l’orografia irregolare delle colline, tra cui la vegetazione esprime ottime capacità di imprigionamento idrico delle acque di pioggia. La  vegetazione dominante è costituita da Fustaie di Faggio, con una ricchezza degli arbusti e delle piante erbacee, costituite da moltissime specie: i Faggi, i Carpini Bianchi, i Carpini Neri, gli Aceri, i Tigli, gli Olmi, i Frassini, gli Ornielli e i Tassi tra folti arbusti di Pungitopo, Agrifoglio e Dafne. Nella Riserva di Falascone vegetano esemplari millenari di Tasso e la vegetazione erbacea è composta da un ricco numero di coloratissime specie che, in primavera, svolgono il ciclo vitale del sottobosco, prima che la intensa ombra dei Faggi, le copra alla luce del sole d’estate; tra queste erbacee c’è una specie endemica, la Campanula Garganica.

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La Foresta Umbra è una ricchissima riserva di specie animali e vegetali rarissime nella foto, la Foresta dal lato est)

In questo ambiente bellissimo e ricco di profumi balsamici, vivono in modo selvatico e stabile, come nel Medioevo, i Caprioli, negli esemplari autoctoni e geneticamente differenti dal Capriolo Italico; il Gatto Selvatico, il Tasso, la Faina, la Volpe, il Cinghiale e il Ghiro, insieme ad un gran numero di micro mammiferi del bosco e sottobosco. Gli uccelli sono presenti con il Picchio Verde, il Picchio Rosso Maggiore e il Picchio Rosso Minore, il Gufo, l’Allocco, il Picchio Muratore, il Merlo, il Colombaccio, la Beccaccia e varie specie di Fringillidi e Silvidi (famiglie di uccelli appartenenti all’ordine dei passeriformi).

Un sentiero, dentro di essa, è facilmente accessibile a Cutino D’Umbra – Falascone, un luogo a 800 metri sul livello del mare, unico e bellissimo, raggiungibile dalla strada provinciale 52 bis (Umbra-Mare) che serpeggia nella foresta. Il fondo del sentiero è in terra battuta tra alberi, arbusti ed erbe d’ogni tipo ed è accessibile in tutte le stagioni con il sole d’estate, il vento e la pioggia in autunno, la neve d’inverno e, in primavera, tra i primi raggi di sole.

Un’area sfiora il sentiero: si chiama Giocabosco, è uno slargo naturale per chiunque voglia vivere l’ambiente e l’architettura del bosco, intesa come somma composta da foresta, flora, fauna e pochissime case costruite ai bordi della foresta, per comprendere con colpevolezza l’ambiente naturale, sviluppando sensazioni emotive legate al tatto, alla vista, all’udito, all’olfatto, e stimolando curiosità e conoscenza dell’ambiente boschivo, in cui è possibile passeggiare tra alberi di alto fusto, correre, raccogliere rami spezzati, sassi, zolle di terra, tronchi di legno da portare a casa, per non dimenticare che la Natura esiste, sempre, anche oltre l’uomo.

(Le foto sono di Domenico Tangaro)

Bibliografia essenziale: Federico II di Svevia, De Arte Venandi cum avibus, traduzione a cura di Anna Laura Trombetta Budriesi, Editori Laterza, Bari 2007

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