Fondi dalla Regione, tra chi vuole scrivere “tutta un’altra storia” e chi protesta

I fondi per gli investimenti nel 2024 decisi dalla Regione Puglia fanno esultare, da una parte e protestare dall’altra. In particolare, acquisisce molta importanza l’intervento per l’Anfiteatro Mediterraneo di Foggia che intende segnare una rinascita per la città, ma altri contributi per la provincia a nord della Puglia provocano qualche recriminazione.

 

Ha ospitato nomi del calibro di Bob Dylan, Claudio Baglioni, PFM, Goran Bregovic. Nei suoi 15 anni di attività è stato un polo artistico e culturale a disposizione dell’intera provincia, anche per rassegne, spettacoli, esibizioni e saggi. Poi, però, dal 2010 è stato l’ennesimo rimpianto di una città che spesso vive di incompiute. Ed è per questo che l’annuncio del finanziamento per i lavori di riqualificazione dell’Anfiteatro Mediterraneo a Foggia sono da salutare con estrema gioia. Così tanta che il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, non ha resistito: ha alzato la cornetta e dal suo studio ha chiamato la neosindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo (espressione del campo largo progressista capitanato dall’asse PD – 5 Stelle) per informarla, a poche ore dal suo insediamento.

Sei milioni di euro per un anfiteatro di 6.500 metri quadrati complessivi, diventato negli anni un elemento di degrado urbano. E’ uno degli interventi contenuti nella delibera di giunta con la quale, per il 2024, la Regione Puglia indirizza i complessivi 42 milioni e mezzo di euro di contributi agli investimenti puntando a mettere in cantiere opere che porteranno a conclusione interventi molto complessi. Il Mediterraneo è solo uno di questi, ma si lega a quel claim che ha accompagnato la neosindaca di Foggia: “Tutta un’altra storia”. E far rinascere l’anfiteatro può essere una sintesi ideale della rinascita che la città auspica, dopo due anni di commissariamento.

La ripresa

“Non solo finanziamo un intervento forte di una progettazione già esecutiva, elaborata grazie a fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri – ha sottolineato il vicepresidente, Raffaele Piemontese – ma diamo una spinta importante al rilancio degli investimenti sulla cultura che, durante i due anni e mezzo di commissariamento per mafia, sono stati da tutti individuati quale fattore indispensabile per fare lievitare l’antimafia sociale”.

Gli interventi

Non è l’unico intervento che riguarda la provincia di Foggia. Altro importante finanziamento è riservato a Marina di Lesina, centro abitato a prevalente vocazione turistico-residenziale del Comune di Lesina, a cui sono destinati 8 milioni e mezzo di euro sul Canale Acquarotta. Si tratta di un canale artificiale che ha la funzione di garantire il continuo ricambio idrico della laguna di Lesina, risolvendo i problemi di pubblica sanità e di eutrofizzazione delle acque, fenomeno che ha raggiunto livelli drammatici in un bacino lagunare che è il secondo dell’Italia meridionale per estensione.

A questi fondi si aggiungono poi quelli relativi a una palazzina per uffici e archivi regionali a Via Gentile, grandi opere di difesa del suolo intorno all’aeroporto di Grottaglie, una bretella stradale a servizio dell’area industriale di Bari-Modugno e una flotta di centinaia di scuolabus elettrici sparsi in tutta la Puglia.

 

La presa di distanza

Lesina

A margine di questo quadro ‘idilliaco’, però, non sono mancate le polemiche. E a contestare l’entusiasmo della Regione Puglia ci ha pensato anche l’Amministrazione che di quei fondi gioverà. Il sindaco di Lesina, Primiano Di Mauro, che ha deciso di fare i conti in tasca alla Regione: “Nessun salvataggio del lago e nessun regalo di risorse da parte della Regione Puglia. Semplicemente il trasferimento, con ben 11 anni di ritardo, di fondi dello Stato stanziati nel lontano 2012 per Marina di Lesina (delibera CIPE n.87) per intervenire con urgenza (sic!) contro il dissesto idrogeologico che attanaglia il territorio. Delle due l’una: o il presidente Michele Emiliano e il vicepresidente Raffaele Piemontese non conoscono neanche la provenienza delle somme che impegnano – e su questo mi interrogo sul ruolo dei funzionari – o, artatamente, cercano di mistificare la realtà delle cose. Che, atti alla mano che posso mostrare, è ben diversa”. Per il primo cittadino, “di fatto ci stanno dando, con ritardo, ciò che è già nostro”.

La rivendicazione

Paolo Pagliaro, consigliere regionale e capogruppo de “La Puglia Domani”

Se si lamenta chi otterrà i finanziamenti, figurarsi chi lamenta uno squilibrio nei fondi. E’ il caso del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani:  “Su un totale di 42 milioni disponibili per opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio, 35 se li spartiscono Bari e Foggia, e al Salento solo le briciole: 7 milioni per Grottaglie. Ecco l’ennesima dimostrazione delle politiche squilibrate della Regione Puglia, attenta ai bisogni di alcuni territori (sempre gli stessi) a scapito di altri, sistematicamente dimenticati”.

Ha presentato un’interrogazione urgente, “per chiedere conto dei criteri utilizzati per la scelta degli interventi da finanziare, e della penalizzazione del Salento”. E lamentarsi della distribuzione di fondi: “Le esigenze del territorio salentino sono tantissime e urgenti, ma la Regione finge di non vederle. E continua a rastrellare ogni finanziamento per spenderlo a favore dei soliti territori privilegiati. Ma su questo il presidente Emiliano e l’assessore Piemontese dovranno rispondere alla mia interrogazione”. In sostanza, un attacco di ‘foggianesimo’ – come definì l’ex governatore Nichi Vendola la propensione alla sterile lamentela – ma al contrario.  Ma questa, è “tutta un’altra storia”.

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