Foggia Libera Foggia, un tocco green nel corteo per riprendersi la città

Hanno riempito le strade. Si sono ripresi la città, sfilando in migliaia in corteo. La mobilitazione di Libera “regala” un’altra Foggia

Davanti a tutti quei sindaci pugliesi, con la fascia tricolore addosso, Don Luigi Ciotti ha lanciato un’idea – provocazione: «Vorrei che all’ingresso delle città ci fosse un cartello con la scritta ‘città de-mafiosizzata’. Come accadeva con il nucleare, deve accadere con la mafia». Il parallelismo del fondatore di Libera è uno dei passaggi più forti del discorso che ha chiuso il corteo – «Non chiamiamola manifestazione ma mobilitazione» – che ha portato in strada oltre 10mila persone a Foggia. Accomunate da un messaggio: Foggia Libera Foggia. Una risposta della società civile a quella “Società Foggiana” che troppe volte ha posto in una cappa la città. Mafia e criminalità che anche nei primi giorni del 2020 si sono riproposte con bombe, incendi e intimidazioni. Ma Foggia ha risposto. E’ scesa in piazza e il 10 gennaio potrebbe rivelarsi una data spartiacque per il futuro del territorio. Sempre che non ci si fermi ai proclami. “La mafia più pericolosa è la mafia delle parole” ha tuonato dal palco don Ciotti.

Foggia Libera Foggia, la presenza del ministro Bellanova

Il ministro Bellanova a Foggia

Troppe promesse disattese. E la necessità di una risposta concreta.
Il futuro di una “nuova” Foggia passa anche dalla sostenibilità ambientale e da un’attenzione maggiore alle tematiche green. Ecco perché alla mobilitazione hanno aderito anche associazioni e realtà che dell’impegno per la natura fanno la loro mission. Anche perché, ad esempio, è nelle campagne del Foggiano che una parte di mafia fa i suoi (sporchi) affari. Concretizzandosi anche nel caporalato. Non a caso, a Foggia è arrivata anche il Ministro per l’Agricoltura, Teresa Bellanova: “In qualità di ministro sentivo il dovere di essere qui. Ed evidenziare la presenza dello Stato che è fatta di tante persone, uomini e donne ma soprattutto giovani che stando insieme lanciano un messaggio a chi invece vuol far vivere la gente chiusa nelle proprie case tramite la paura”.

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Il grido degli agricoltori

E proprio con il ministro si sono confrontati gli agricoltori presenti. “Noi siamo sempre in trincea – ha spiegato il presidente regionale CIA Puglia, Raffaele Carrabba -. Denunciamo ormai con cadenza quotidiana furti nelle campagne, vere e proprie scorrerie che non ci fanno dormire sonni tranquilli, sabotaggi, atti vandalici. Abbiamo risposto presente all’appello di Libera per la grande mobilitazione contro il crimine e la mafia perché abbiamo sempre saputo da che parte stare: siamo dalla parte degli imprenditori onesti, al fianco dei cittadini che non accettano alcuna forma di sopraffazione e sopruso criminale, vicini alle vittime di vili attentati ed episodi criminosi, accanto ai giovani che pretendono più coraggio. Siamo dalla parte della legalità, sempre. “.

Lo striscione

L’acqua è vita, la mafia no”. È quanto si legge sullo striscione che campeggia sul Palazzo dell’Acquedotto Pugliese a Foggia. Un monito a considerare il valore autentico della vita, di cui l’acqua è condizione primaria, contro chi vi si oppone con feroce determinazione: la mafia di Capitanata, che in questi giorni ha mietuto l’ennesima vita. Un gesto di simbolica efficacia, realizzato dalla società idrica pugliese per esprimere, insieme a tutte le istituzioni e ai cittadini, il proprio convinto no alla spirale di violenza che è tornata a stringere nella sua morsa fatale la comunità foggiana, minando la possibilità stessa di una civile e pacifica convivenza tra individui onesti e laboriosi.

Un momento della manifestazione di Libera

«Un modo per testimoniare la nostra piena solidarietà a una comunità e a un territorio – ha sottolineato il presidente di AQP, Simeone di Cagno Abbrescia -, costretti a subire l’assedio di una criminalità sempre più agguerrita, ma pronti a reagire con fermezza e coraggio per far trionfare la legalità».

Gli applausi dal balcone

Di striscione, in striscione. Ha raccolto applausi dei manifestanti quello issato su un balcone ed esposto lungo il tragitto del corteo: “Contro i mali sociali: Istruzione, lavoro, città sostenibili e politiche giovanili”. Ha risposto “presente” all’appello anche Legambiente: “In marcia al fianco di Libera contro la criminalità organizzata e per imprimere un segno di legalità, tolleranza e rispetto reciproco. Ognuno – hanno evidenziato dall’associazione – può essere un esempio di onestà e giustizia. Combattere la mafia vuol dire impegnarsi nel quotidiano per una società legale e più giusta, dove libertà è partecipazione”.

Foggia libera Foggia è anche green

Ma la “macchia green” era molto numerosa nel lungo corteo che ha sfilato in giro per la città. Da TrashChallenge e il suo ormai diffuso slogan “Meno ego più eco”, alla Coldiretti e AlterEco, la cooperativa che gestisce Terra Aut, un bene confiscato alla mafia a Cerignola. Perché se la mafia più pericolosa è quella delle parole, la legalità è vincente quando è concreta.

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