Foggia: emergenza rifiuti verso la risoluzione? Per il momento è nel “limbo”

Negli ultimi giorni Foggia è stata suddivisa in 9 macro aree dal centro alla periferia

Il peggio sembra essere ormai passato, ma quando si tratta di “emergenza rifiuti” i foggiani sanno bene che non bisogna mai dire mai. Non è la prima volta che il capoluogo dauno resta soffocato – letteralmente, è il caso di dirlo – da tonnellate di rifiuti che restano a marcire in strada. Corsi e ricorsi storici (e politici), da leggere in parallelo alle vicissitudini che, negli ultimi anni, hanno riguardato l’azienda Amica, l’ex municipalizzata miseramente fallita e che fino a pochi mesi fa si occupava del ritiro dei rifiuti solidi urbani in città. Una realtà che nemmeno il super-manager Raphael Rossi (in tempi non sospetti) è riuscito a far “svoltare”. Le “cartoline” di Natale inviate da Foggia ritraevano una città sporca e mortificata, come mai era accaduto prima, che con fatica raschiava il fondo del barile di un decoro ormai andato.

I mezzi per la raccolta della spazzatura attraversano la città scortati dagli agenti della polizia municipale.

Da giorni ormai, l’emergenza rifiuti è una corsa contro il tempo. La preoccupazione principale era quella di evitare il danno ambientale. Ancora in questi giorni, i mezzi impiegati per la raccolta della spazzatura hanno continuato ad attraversare la città scortati dagli agenti della polizia municipale. Le strade vengono sgomberate a macchia di leopardo e non bastano le attività di raccolta-fiume degli ultimi giorni, con turni di lavoro anche di 20 ore, per ripulire la città in tempi brevi. Ogni giorno, puntuale, dall’unità di crisi predisposta dal Comune arriva il bollettino delle attività svolte: si viaggia al ritmo di 500/600 tonnellate di rifiuti raccolti, tutti sacchetti della spazzatura maleodoranti depositati da giorni agli angoli delle strade e davanti ai cassonetti, già stracolmi. Raccolte record che fanno salire il totale del materiale sgomberato ad oltre 4.000 tonnellate. Man mano che la spazzatura viene raccolta, però, viene rimpiazzata da quella appena prodotta. E le festività appena trascorse non hanno di certo aiutato la situazione, già difficile, contribuendo ad un aumento degli scarti prodotti calcolato al 30%.

Ogni giorno sono 500/600 le tonnellate di rifiuti raccolti

Al momento, si lavora avvalendosi del soccorso di diverse aziende attive nei comuni della provincia – da Manfredonia a Vieste, da Cerignola ad Apricena – per una durissima corsa contro il tempo. Task force regionali e incontri in prefettura si susseguono ad alti giri per risolvere l’intricato nodo – formale e occupazionale – che si è venuto a creare, cercando di sveltire tutte le pratiche necessarie per permettere all’Amiu di Bari di subentrare in città il 15 gennaio e prendere la situazione in mano per un anno. Per migliorare ed ottimizzare il servizio di raccolta rifiuti, negli ultimi giorni la città è stata suddivisa in 9 macro aree, dal centro alla periferia, ciascuna affidata ad un gruppo operativo coordinato dall’unità di crisi. Una vera e propria “mappatura” della città che procede dalla “Zona centrale”, alla “Zona Fiera”. Una riorganizzazione della città che lambisce l’estrema periferia – il Cimitero, il Villaggio Artigiani e i quartieri Cep, Martucci e Diaz –il centro storico e l’area compresa tra corso Matteotti, viale Ofanto e corso Garibaldi, proprio dinanzi al Palazzo di città.

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