Flipflopi: barca riciclata dell’Unep contro l’inquinamento dei mari

È Flipflopi il progetto dell’Unep in viaggio lungo le coste dell’Africa orientale

Se si pensa al tema universale dell’inquinamento, una delle cause più comuni è certamente quello della plastica nei mari, negli oceani. Ogni anno tonnellate di plastica vengono riversate nelle acque mondiali, ed il processo di smaltimento è talmente lento che richiederebbe centinaia di anni.

In una situazione di quasi non ritorno, le campagne di sensibilizzazione sono oggigiorno sempre più frequenti, a tutte le età e a tutte le latitudini.
Un esempio – concreto – arriva dall’Africa, più precisamente dal Kenya.

Flipflopi, veliero “riciclato”

Nel 2016, grazie a un’idea del viaggiatore keniano Ben Morison e all’operatività di alcuni artigiani e volontari ambientalisti, è partito il progetto Flipflopi.

Ben Morison, ideatore e responsabile del progetto Flipflopi

Flipflopi è un’imbarcazione realizzata interamente con plastica riciclata (circa tre tonnellate) raccolta in questi tre anni tra le spiagge dell’isola di Lamu – sempre in Kenya – e lungo le strade di alcune grandi città come Nairobi e Mombasa.
Flipflopi ha affrontato un viaggio tra lo scorso 23 gennaio e il 7 febbraio toccando vari porti sulla costa orientale dell’Africa, principalmente nello Stato keniota e arrivando sino a Zanzibar, permettendo così una riflessione attiva sull’inquinamento marino e sull’uso sfrenato e senza controllo della plastica.
Una normativa severa è stata già introdotta in Kenya dal 2017, in particolare sull'(ab)uso delle buste di plastica, con pene forti per i venditori: fino a quattro anni di carcere, fino a quarantamila dollari.

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Un primo, piccolo successo nel tragitto compiuto a cavallo tra i primi mesi di quest’anno è stata la chiusura di una discarica di Mombasa, rea di scaricare liquami tossici nell’Oceano Indiano.

Un’iniziativa dell’Unep

Flipflopi rientra in un quadro più ampio che fa riferimento alla campagna Clean Seas dell’Unep – United Nations environment programme, ossia il programma di sviluppo (ambientale) della Nazioni Unite.
Da anni l’Unep sta convogliando sforzi e risorse nella lotta all’inquinamento, soprattutto marino, della plastica.
Negli ultimi periodi in particolare l’interesse si è concentrato sul mondo africano, generalmente più ai margini dei discorsi ambientali in quanto guerre interne, lotte intestine e piaghe umanitarie lasciano poco spazio al resto.
Non è un caso che proprio la sede centrale dell’Unep sia nello stato africano dove Flipflopi ha preso vita, e Nairobi dall’11 al 15 marzo sarà sede della prossima Assemblea ONU sull’ambiente.
Uno dei membri dell’equipaggio di Flipflopi, la professoressa Judi Wakhungu, ha commentato l’operazione della barca di plastica riciclata come «fondamentale nel coinvolgere il pubblico e in generale nel pensare alla plastica in modo diverso, innovativo».
Flipflopi è proprio questo. Un esempio tangibile, la volontà di far toccare con mano la possibilità di un cambiamento.
Una barca colorata che trasporta un messaggio universale.

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