Fine discarica mai? Il caso di Manduria

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Da mesi si discute di sopraelevarla. Ma Arpa Puglia, Comune e Asl, sono contrari. Si farà comunque l’ampliamento della discarica di Manduria?

 

In Consiglio regionale il dibattito è acceso. Lo scorso gennaio, esaminando la richiesta di aumento volumetrico della discarica gestita da Manduriambiente spa, in località La Chianca, la Commissione Ambiente aveva fatto il punto con l’assessore all’Ambiente Anna Grazia Maraschio, il direttore del Dipartimento Ambiente della Regione Puglia Paolo Garofoli, il dirigente della Sezione regionale sulle Autorizzazioni Ambientali Giuseppe Angelini, la Asl di Taranto e il sindaco di Manduria Gregorio Pecoraro. Non tutti i dubbi però erano stati fugati, soprattutto alla luce del parere negativo espresso dalla Asl di Taranto.

L’ampliamento ha ottenuto il via libera dalla conferenza dei servizi e sta per ricevere il Paur definitivo (provvedimento unico autorizzativo). Ma, su richiesta del consigliere Massimiliano Di Cuia, si è svolta oggi una nuova audizione in Commissione Ambiente per ascoltare Arpa Puglia che, in occasione della conferenza dei servizi decisoria preliminare alla concessione del Paur, aveva espresso parere tecnico negativo.

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Il parere tecnico di Arpa Puglia

Fonte foto: Manduriambiente S.p.a.

In V Commissione l’Arpa, rappresentata dal direttore generale, Vito Bruno, dal direttore scientifico Vincenzo Campanaro e dal direttore del Dap Taranto Vittorio Esposito, ha confermato il parere negativo, a maggior ragione dopo aver approfondito gli aspetti relativi alle emissioni odorigene, che il 31 gennaio non erano stati conclusi e che successivamente si sono rivelati non soddisfacenti.

“Da quanto emerso in questa seduta – si legge in una nota del Consiglio regionale – se è vero che l’Ispra, intervenuta su denuncia da parte dei cittadini, si è recentemente espressa affermando che non vi è rischio ambientale, è anche vero che ‘il rischio ambientale considerato da Ispra è limitato alle previsioni dell’articolo 300 del codice dell’ambiente, ossia registra l’assenza di impatti su zone tutelate’, ha spiegato Esposito, e che, nelle prescrizioni degli ultimi paragrafi del parere vi sono prescrizioni stringenti ravvisando la fragilità del corpo idrico già sollecitato dalla presenza di numerosi altri impianti nella zona”.

Elementi, come ha evidenziato il presidente della Commissione Mazzarano, “che non possono non essere sottoposti all’attenzione politica dell’assessore e della giunta e che meritano di essere approfonditi”.

A fronte del rischio di percolazione in falda, di un’eccessiva concentrazione di impianti a forte impatto ambientale nella zona, di emissioni odorigene intollerabili per la cittadinanza, ci si chiede cioè se davvero non sia opportuno chiudere la discarica, come promesso tre anni fa, visto che è già arrivata ad esaurimento.

La richiesta politica (e trasversale) di un passo indietro

Partiamo da un dato: Arpa Puglia, al pari del Comune di Manduria e dell’Asl, ha confermato il parere negativo alla richiesta autorizzativa già espresso in sede di conferenza di servizi”.

Il consigliere regionale di Forza Italia, Massimiliano Di Cuia spiega: “C’è una comunità fortemente preoccupata, che già patisce per le emissioni odorigene e che rientra in un territorio che ha già dato tantissimo in termini sanitari e ambientali. Ci sono stati vari campionamenti sul sito, tra cui l’ultimo nel 2024 con l’impianto spento. Ma dopo aver registrato la valutazione negativa dell’Arpa, c’è poco da ragionare: è per questo che ho formalmente chiesto all’assessore all’Ambiente, presente in Commissione, di riconsiderare l’idea di autorizzare l’ampliamento della discarica. Lo merita Manduria e tutto il territorio ionico”

Toni analoghi da Antonio Scalera (La Puglia Domani), vice presidente della V Commissione: “La Regione Puglia e l’assessorato all’Ambiente devono esprimere parere negativo alla richiesta di ampliamento” che, dice, “viene mascherato sotto la voce ‘Sopraelevazione’. Una sopraelevazione già andata oltre di ben 8 metri circa ed oggi se ne chiede una nuova”.

A fare il punto sulla questione, al termine della riunione, è il presidente della V Commissione regionale Michele Mazzarano: “Oggi, alle valutazioni tecniche e al parere negativo espresso da Arpa, assente nella scorsa audizione, vanno aggiunte quelle di carattere politico. Si tratta di un’area già satura, data la presenza di molteplici impianti che ovviamente rappresentano un chiaro rischio ambientale e sanitario, in una zona fortemente antropizzata. I pareri negativi di Asl, Arpa e Comune di Manduria, impongono alla Regione Puglia e all’Assessorato all’Ambiente una scelta chiara in favore della popolazione di Manduria, non concedendo l’autorizzazione per il “sopralzo” della discarica. I rischi connessi sono legati alla possibilità che lì vadano a conferire una maggior quantità di rifiuti provenienti anche da altre province, nello specifico Brindisi e Foggia, e ciò rappresenterebbe un ulteriore problema per il territorio e per la salute dei cittadini”.

La sede della Regione Puglia a Bari

A chiedere un passo indietro sul rilascio del Paur in Conferenza di Servizi, visto il parere negativo della Asl, del Comune di Manduria e dell’Arpa, “che ha chiarito come non siano state superate le criticità per quello che riguarda le emissioni odorigene”, è anche il consigliere Marco Galante ( Movimento 5 Stelle): “Il parere di Ispra  dice che non si riscontra danno ambientale, ma nella parte conclusiva del testo dà indicazioni specifiche e stringenti su cosa sia necessario fare per il corpo idrico. Non ci possono rassicurare le analisi Arpa svolte a marzo, in cui sono stati campionati 5 pozzi spia, da cui non emerge inquinamento della falda e non ci sono stati superamenti di nessun parametro. L’impianto è infatti non in attività da maggio 2023, dopo che nel 2022 i campionamenti avevano rilevato il superamento dei paramenti per le componenti volatili organiche. Non è accettabile un fine capienza mai per la discarica Manduriambiente”.

Continua Galante: “E’ ora di prendere una decisione politica. Il consiglio comunale di Manduria ha già detto no. Dobbiamo ascoltare il grido di dolore del territorio che ha già pagato tanto in termini di impatto ambientale ed è costretto a convivere con emissioni odorigene che compromettono la qualità della vita, impedendo anche lo sviluppo turistico. Non possiamo rimangiarci le rassicurazioni date nel 2021, quando al termine di una riunione propedeutica all’esame del piano regionale dei rifiuti in Consiglio regionale avevamo rassicurato la comunità sul fatto che la discarica Manduriambiente sarebbe stata dismessa una volta esaurita la capacità volumetrica disponibile. Non saremmo dovuti neanche arrivare alla Conferenza di Servizi per il rilascio del Paur dopo quella riunione con Ager e gli uffici regionali. La politica deve dimostrare compattezza per dire no al sopralzo e dimostrare ai cittadini che gli impegni del 2021 non sono caduti nel vuoto. La provincia di Taranto non è la discarica della Puglia”.

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