Fine delle tutele per elettricità e gas. Ecco dati e consigli per risparmiare

Fonte: Pixabay.com

D’intesa con la Commissione Ue, il governo apre al libero mercato. Esclusi gli utenti vulnerabili. I portali Facile.it e Segugio.it propongono l’esito delle rispettive indagini

 

Il mercato tutelato per le bollette di gas e luce si concluderà nel 2024. Nel primo caso, la fine è programmata per il 10 gennaio prossimo, mentre per l’erogazione dell’energia elettrica il termine ultimo è fissato al primo aprile. D’intesa con la Commissione europea, il governo non ha deliberato ulteriori proroghe alla misura nell’ultimo Decreto Energia, approvato nella seduta del Consiglio dei ministri di lunedì scorso. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha intanto annunciato che al vaglio dell’esecutivo nazionale ci sono diverse misure per tutelare soprattutto i soggetti più vulnerabili. Ma quanta consapevolezza c’è sulla questione da parte degli utenti? E come scegliere le migliori offerte, evitando le truffe?
Le risposte arrivano da due indagini condotte rispettivamente da Facile.it e Segugio.it, i portali italiani che comparano le migliori offerte disponibili sul mercato in materia di prodotti assicurativi, finanza personale e utenze domestiche.

Cos’è il mercato tutelato

Si tratta della fornitura di gas ed energia elettrica a condizioni economiche stabilite dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) e aggiornate ogni trimestre. Le stime sono valide per i tre mesi successivi e basate su proiezioni dei prezzi all’ingrosso per il periodo stabilito.
Il servizio di maggior tutela, o mercato tutelato, si rivolge agli utenti di piccole dimensioni (uso domestico e microimprese) che ne usufruiscono in bassa tensione e bassa potenza. Oggi circa 9,5 milioni di utenti finali domestici (famiglie, individui o condomini), sia per la luce sia per il gas, non hanno ancora scelto un fornitore sul Libero Mercato.

I soggetti vulnerabili

In questo caso, anche dopo i termini stabiliti dal decreto del 2022 che disciplina il passaggio al mercato libero, si potrà usufruire di un regime di prezzi e condizioni fissate da Arera. Gli utenti “vulnerabili” sono suddivisi, dalla legge, in sei categorie: chi è in condizioni di disagio economico e quindi percettore di bonus sociali, chi è disabile in base all’articolo 3 della legge 104 del 1992, chi vive in zone colpite da disastri naturali, chi vive in un’isola non interconnessa alla rete elettrica, chi ha apparecchiature mediche in casa alimentare con l’elettricità e chi ha più di 75 anni.

Come scegliere il miglior fornitore?

Fonte: Ufficio stampa Facile.it

In vista della fine del mercato tutelato, milioni di italiani sono alle prese con il passaggio al mercato libero; Facile.it ha stilato una lista di consigli che possono tornare utili ai consumatori:
Confronta le offerte di più fornitori. Sul mercato libero operano centinaia di società differenti, i cui prezzi possono variare sensibilmente. È bene ricordare che nel mercato libero i fornitori hanno la possibilità di modificare solo la componente “spesa per la materia energia”, voce che diventa quindi fondamentale per comparare diverse offerte; le altre voci, come ad esempio gli oneri e le imposte, sono invece uguali per tutti e stabilite dall’Autorità.
Prezzo fisso o indicizzato? Ci sono due tipi di meccanismo di determinazione del prezzo: prezzo fisso o indicizzato. Nel primo caso il prezzo della componente energia viene bloccato per un periodo di tempo, di solito 12 o 24 mesi; nel secondo caso, invece, il prezzo varierà mensilmente sulla base di un indice di riferimento, normalmente legato all’andamento del costo della materia prima. Non esiste in assoluto un’opzione giusta o sbagliata in quanto la scelta deve essere fatta in funzione delle tariffe e della propensione al rischio di ciascuno. Se si opta per la tariffa bloccata, è importante tenere sott’occhio la data di scadenza; al termine del periodo di vincolo, il fornitore proporrà una nuova tariffa e non è detto che sarà quella più conveniente sul mercato, quindi è importante verificare prima di accettarla.
Per ogni stile di vita, c’è una tariffa adatta. In base alle proprie abitudini, il consiglio è di valutare con attenzione se convenga scegliere una tariffa bioraria (con un prezzo ridotto nella fascia serale ma superiore in quella diurna) o se, invece, sia meglio quella monoraria, con un prezzo della componente energetica unico, che non varia a seconda dell’orario di consumo. Ancora una volta, la scelta va presa in funzione delle proprie esigenze e abitudini quotidiane.
Analizza i tuoi consumi. Fondamentale per trovare la tariffa più adatta alle proprie esigenze è capire quanta energia si consuma in casa; per questo è necessario recuperare dalle vecchie bollette i consumi annuali, espressi in kilowattora per l’elettricità e in smc per il gas. Con questi dati, sarà più semplice stimare quanto si può risparmiare cambiando fornitore.

Nella scelta del nuovo fornitore è importante considerare solo ed esclusivamente operatori seri e affidabili, perché la truffa può essere dietro l’angolo. Il consiglio più importante è di non farsi mai prendere dalla fretta e di non accettare proposte prima di averne verificato l’autenticità. Se sul mercato sono disponibili offerte più convenienti rispetto alla propria, non bisogna avere paura di cambiare operatore: il passaggio è sempre gratuito e la fornitura di luce e gas non viene mai interrotta.

Da una ricerca di Facile.it emerge poca consapevolezza

Gli italiani non sono pronti al passaggio dal mercato tutelato a quello libero. È il dato che emerge dall’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat. La ricerca ha infatti dimostrato che oltre 13 milioni di utenti non sanno della fine imminente del servizio di tutela. Addirittura, quasi 6 milioni di consumatori non sanno dire se il contratto che hanno attualmente rientri nell’ambito del mercato tutelato o di quello libero.
Analizzando più da vicino le risposte di chi ha dichiarato di avere un contratto di fornitura luce o gas nel mercato tutelato, ma non sapeva della fine del regime di tutela, emerge che quasi 2,5 milioni di italiani non hanno fatto ancora nulla per passare al mercato libero. La scarsa conoscenza dell’argomento porta con sé, inevitabilmente, una serie di paure, alcune comprensibili, altre infondate; ad esempio, circa 1 milione di connazionali hanno detto di temere di restare senza fornitura, mentre il 12% ha dichiarato di aver paura che le tariffe aumenteranno.

I dati di Segugio.it; Benazzi: «Situazione stravolta nel 2022»

I dati raccolti dall’Osservatorio Segugio.it fotografano una crescita della propensione al risparmio in vista dell’inverno e della fine della Tutela. Contemporaneamente, si registra una maggiore attenzione alla diminuzione dei consumi.
Per l’energia elettrica, infatti, l’aumento delle ricerche complessive di tariffe vantaggiose nel corso del terzo trimestre 2023 è stato del +11%, rispetto allo stesso periodo del 2022. Tuttavia, analizzando gli utenti che dichiarano un consumo annuo fino a 1.000 kWh, la crescita è molto più netta: +150% rispetto all’anno scorso. Crescono anche le ricerche di coloro che consumano tra 1.000 kWh e 2.000 kWh annui: +18%. In calo del 9%, le ricerche tra chi ha consumi medio-alti (da 2.000 kWh a 3.000 kWh all’anno). Gli utenti con consumi fino a 2.000 kWh rappresentano il 36% delle ricerche nel primo trimestre 2023, passando rispettivamente al 39% e 41% nel secondo e terzo trimestre, arrivando così a +7 punti percentuale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I dati relativi ai mesi di ottobre e novembre 2023 confermano questa tendenza: il 46% delle ricerche è nella fascia di consumo fino a 2.000 KWh (+ 8 punti percentuali rispetto al 2022).
Anche sul gas i dati del quarto trimestre 2023 confermano la riduzione dei consumi: la fascia fino a 1.000 Smc rappresenta il 55% delle ricerche mentre lo scorso anno era il 43% (+12 punti percentuali). Le ricerche di tariffe gas sono chiaramente influenzate dall’ambito territoriale e quindi climatico: in particolare, l’impatto del riscaldamento autonome è pari a circa l’80% dei consumi annuali. Nel quarto trimestre del 2023, infatti, le ricerche di tariffe gas nell’Italia Nord Orientale (Lombardia, Trentino – Alto Adige, Veneto, Friuli – Venezia Giulia, Emilia – Romagna) e Nord Occidentale (Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria), dove risiedono il 45% degli italiani, coprono il 65% del totale. La sola area Nord Orientale, dove vivono il 36% dei consumatori, copre il 54% delle ricerche di tariffe gas. Incrociando i dati territoriali con le fasce di consumo gas emerge che: ancora una volta, nel quarto trimestre 2023, aumentano le ricerche gas per consumi medio-bassi. Nel nord–est, ad esempio, le ricerche con consumi fino a 1.400 Smc passano dal 64 al 73% rispetto al 2022. Anche nell’area Nord Occidentale i basso-consumanti crescono di 9 punti percentuali (77% delle ricerche). Pur con impatto minore, una tendenza a ridurre i consumi si registra anche nelle altre aree del Paese, come l’Italia Centrale (+4 punti), l’Italia Centro-Sud Orientale (+6 punti), l’Italia Centro-Sud Occidentale (+4 punti) e l’Italia Meridionale (+6 punti).

Fonte: ricerche tariffe luce utenti Segugio.it
Fonte: ricerche tariffe luce utenti Segugio.it

«Per anni le bollette di luce e gas hanno avuto un peso costante e tutto sommato trascurabile nell’economia familiare degli italiani – afferma Paolo Benazzi, Responsabile Utilities di Segugio.it – La crisi del 2022 ha stravolto la situazione portando prezzi volatili e ad alto impatto sul potere d’acquisto. Bollette care e messaggi delle istituzioni per sensibilizzare i cittadini sulla riduzione dei consumi hanno generato un senso di urgenza in ambito luce e gas, che non avevamo mai visto prima. A questo si aggiunge il momento stagionale, con i primi freddi, e la fine del mercato tutelato, prevista tra gennaio e aprile 2024».

L’impegno di Picchetto Fratin

La linea del passaggio al libero mercato è quella stabilita, nell’ambito del Pnrr, con la Commissione UE, che ha escluso la possibilità di estendere il mercato tutelato in Italia. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente, Gilberto Picchetto Fratin, convinto che questa mossa possa portare a un concreto risparmio. «Le imprese e la telefonia lo hanno dimostrato – ha dichiarato Picchetto Fratin a Radio24 – Ma deve essere un vero mercato libero, senza via monopolistiche che lo condizionano». Sull’ipotesi che il mercato libero possa diventare come quello delle tariffe telefoniche, il ministro ha ribadito che «la speranza è quella», annunciando l’intenzione di avere «il massimo del controllo contro gli abusi, anche perché i venditori sono 600 e quindi nel libero mercato c’è il diritto di fare il libero prezzo».

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Il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin (Foto Ministero della Transizione ecologica, CC BY 4.0)

La voce della Commissione Europea

I prezzi dell’energia sarebbero più bassi nel mercato libero, rispetto a quelli previsti per il regolamentato. Questo è quanto dichiarato all’agenzia di stampa Lapresse da una portavoce della Commissione europea, che ha ribadito come il passaggio dall’una all’altra tipologia di mercato sia stata prevista nella terza richiesta di pagamento presentata dall’Italia all’Ue, nell’ambito del Pnrr. «L’eliminazione dei prezzi regolamentati dell’energia elettrica – ha detto la portavoce – mira ad aumentare la concorrenza nel mercato elettrico e rappresenta una pietra miliare che rientra nel più ampio pacchetto di leggi sulla concorrenza incluso nel piano di ripresa italiano».

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