
Circular economy protagonista anche in Sudamerica con Fimai Ecomondo Brasil, dal 4 al 6 ottobre all’Expo Center Norte di San Paolo.

Per la seconda volta Fimai Ecomondo Brasil (nella foto una immagine della passata edizione) si presenta agli operatori specializzati e al pubblico del Sudamerica con un pacchetto di proposte green che vanno soprattutto nella direzione delle tecnologie più nuove a favore della sostenibilità ambientale. Il progetto fieristico nasce dall’acquisizione da parte di Rimini Fiera in partnership con l’editore Tecniche Nuove di Fimai – Feira Meio Ambiente Industrial – che si svolge con successo da 17 anni presso il secondo centro fieristico per importanza della metropoli paulista, con circa 500 espositori e 15.000 visitatori professionali. Le aziende italiane che partecipano all’evento sono organizzate da ICE, col prestigioso contributo di ISWA sui contenuti seminariali e la presenza del CIC – Consorzio Italiano Compostatori.
Fimai Ecomondo Brasil, che ricalca il modello dell’edizione italiana ormai giunta al ventesimo anno (quest’anno dall’8 all’11 novembre a Rimini Fiera) risulta interamente dedicata alla green economy, proponendo aziende che spaziano dalle nuove tecnologie alla ecoefficienza, dal riciclaggio al diritto ambientale. Dunque un progetto mirato a cogliere la consapevolezza che quell’area del mondo sta velocemente maturando sul tema della sostenibilità ambientale, e l’obiettivo di Fimai Ecomondo Brasil è di supportarla mediante la fornitura di tecnologie già consolidate in Europa e di know-how scientifico avanzato.
Fimai Ecomondo Brasil rappresenta un test molto interessante sulle strategie di sostenibilità ambientale da seguire , soprattutto alla luce del Rapporto sullo stato dei rifiuti in Brasile, presentato nel luglio scorso a Bologna; in quell’occasione si parlò anche delle opportunità di collaborazione fra le aziende italiane e della domanda di un mercato in forte espansione. Lo studio, commissionato da ICE Brasile e curato da ABRELPE (Associação Brasileira de Empresas de Limpeza Pública e Resíduos Especiais), evidenziò tre aspetti fondamentali: più del 65% dei rifiuti urbani in Brasile è gestito da aziende private; la strategia guarda alla produzione di compostaggio e biogas, settori nei quali l’Italia è un paese leader; la presenza di grandi aree urbane nelle quali pianificare la messa in opera di nuovi impianti.
In Brasile il rapporto tra i rifiuti prodotti e la raccolta degli stessi ha raggiunto un indice del 90,6%, ma ci sono fortissime discrepanze tra le diverse regioni geografiche, mentre poco più di 7 milioni di tonnellate di rifiuti non sono stati raccolti ed hanno avuto una destinazione sconosciuta o inadeguata rispetto a quanto indicato dalla legislazione. Per superare queste problematiche il Brasile sta equipaggiandosi con normative e direttive sul fronte ambientale, spesso in linea con quelle già adottate in Europa, in particolare sul fronte della salvaguardia dell’ambiente e delle sue risorse, sul frazionamento e la valorizzazione dei rifiuti.
Il rapporto con il Paese sudamericano e il made in Italy nel settore green si intensificherà ulteriormente ad Ecomondo 2016, dove una folta delegazione di operatori sarà presente per saldare ulteriormente il rapporto con la tecnologia più innovativa disponibile sul mercato internazionale.


