Figliuolo in Puglia: “Soddisfatto per la gestione del Covid e delle vaccinazioni”. È così?

Il presidente della regione Puglia insieme al generale Figliuolo oggi in visita a Bari

Il Generale di Corpo d’Armata F. P. Figliuolo e il Capo Dipartimento Protezione Civile Ing. Fabrizio Curcio hanno apprezzato l’hub, l’ospedale in Fiera e la fabbrica di DPI. Ma la reale percezione dei pugliesi è diversa

È terminata la visita in Puglia del Generale Figliuolo, il Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19 scelto dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi.

«È stato presentato – dichiara Figliuolo – un piano che è molto coerente con il piano nazionale con obiettivi ben chiari e definiti, e di questo do atto alla Regione Puglia e all’assessore, il prof. Lopalco. Gli obiettivi da raggiungere sono assolutamente in linea con piano nazionale. Devo dire che oggi la Puglia ha raggiunto oltre l’81% di prima somministrazione sul personale over 80 e il pieno target per gli over 70. Ed è anche sopra media in questo momento per i fragili, di questo voglio dare atto al Presidente e a tutti coloro i quali in maniera sinergica e unita lavorano per questa campagna vaccinale che non ha precedenti nella storia d’Italia e credo nell’umanità».

Il generale Figliuolo, dopo il saluto istituzionale in Consiglio Regionale, ha visitato con il governatore Michele Emiliano e tutto l’entourage della Regione Puglia la Fiera del Levante, l’Hub, il Padiglione Maxi Emergenze e persino la prima fabbrica pubblica di produzione dei DPI d’Italia, la sede dell’ex Ciapi nella zona industriale di Bari.

Con l’occasione, è stato fatto un primo bilancio delle vaccinazioni in Italia. Stamattina sono stati somministrate 16.600.000 dosi di vaccini, di cui 11.700.000 alla prima somministrazione e 4.900.000 persone vaccinate.

In Puglia, invece, sono state vaccinate oggi 1.106.809 (dato aggiornato alle ore 18.30). Sulla piattaforma lapugliativaccina.regione.puglia.it è possibile seguire il procedimento per la prenotazione. Secondo Figliuolo, «da qui al 29 aprile, 2 milioni e mezzo di ulteriori vaccini in afflusso, dal 29 al 4/5 maggio, giorno in cui finisce tecnicamente l’afflusso del mese di aprile, altri 2.600.000 vaccini a livello nazionale. E per il mese di maggio le proiezioni a mio avviso sono buone perché parliamo di almeno 15 milioni di vaccini. Da oggi si è cominciato inoculare il vaccino Johnson e Johnson. In realtà la Puglia è stata la prima perché già ieri ne aveva inoculati i primi 79».

«Ho visto – continua – un percorso ideale: la produzione in house di dispositivi di protezione, che rimane una capacità strategica che va a integrare ovviamente quello che si può trovare sul mercato. L’ospedale della Fiera del Levante che mi ha decisamente impressionato ed emozionato. Il valore aggiunto di questa struttura è che un domani, a pandemia finita, può essere reimpiegato come polo di riferimento in ambito del Mezzogiorno, in quest’area che attrae sempre anche da regioni limitrofe, popolazione che può aver bisogno. E poi si chiude questo ciclo ideale, ma anche pratico, con l’hub vaccinale della Fiera. Venti linee. Devo dire che raramente ho visto un centro vaccinale così ben organizzato. È giusto che la stampa faccia le sue critiche. Però credetemi, ho molta esperienza e ne ho visti tanti di centri, perché li ho pure costruiti e organizzati come comandante logistico dell’Esercito da cui dipende la sanità. E questo è davvero un bel centro. Dobbiamo migliorare, sicuramente. Il focus adesso è andare avanti, passare alle classi degli ultra sessantacinquenni, quando le avremmo messe in sicurezza possiamo pensare ad andare con attività di vaccinazione multiple, parallela, coinvolgendo anche i siti produttivi.

Questo è il messaggio che voglio dare: noi ce la facciamo. I vaccini stanno arrivando, i piani ci sono, la macchina organizzativa funziona, la Regione Puglia ha dimostrato anche nei giorni scorsi non solo di arrivare al target, ma addirittura di essere pronta per altri traguardi, perché nei giorni scorsi ha fatto 30.000 inoculazioni, a fronte dei 21.000/22.000/23.000 che dovrà fare a regime. Un’altra cosa: voglio specificare la problematica degli obiettivi che assegniamo alle regioni. Non sono obiettivi dati così, perché dobbiamo mettere da parte qualcosa, ma sono obiettivi congruenti con le capacità vaccinali di ciascuna regione e l’afflusso che c’è in quel giorno, in quella settimana. Il piano è fatto in maniera scientifica».

Tante parole incoraggianti, si sente lo spirito militare che infonde coraggio, sicurezza, certezza, spirito di corpo e dà forza.

Probabilmente è ciò di cui l’Italia ha bisogno, perché è notoriamente frammentata, si sa che nel nostro Paese ci sono 61 milioni di CT della Nazionale di Calcio.

Ma, da buoni italiani, sappiamo che non è tutto oro ciò che luccica. Facciamo un passo indietro e analizziamo la situazione pugliese con i dati forniti dalla Regione. Innanzitutto, nella prima fase del primo lockdown, la Puglia è stata una regione che ha contenuto il contagio fino all’estate. Dopo l’invito del presidente Emiliano a trascorrere le vacanze in Puglia, al termine della bella stagione, la Puglia ha avuto un aumento costante dei casi, attestandosi tra i 12% e il 18% di positività. Basta leggere i bollettini quotidiani della Regione. Questa settimana, dopo il nuovo decreto, la positività è scesa tra il 7% e l’8%, ma oggi supera nuovamente il 12%.

Le vaccinazioni sono andate a rilento nella fase iniziale, ci sono stati i furbetti, gli obiettori, anche tra i medici e gli infermieri, mentre da un paio di giorni, finite le scorte dei vaccini, è tutto fermo. I pazienti fragili inseriti negli elenchi dei medici di base non sono riportati negli elenchi delle Asl e quindi non vengono chiamati per vaccinarsi, ma vengono inseriti successivamente, seguendo un altro iter. È stato difficile risolvere il problema di far vaccinare a casa i pazienti impossibilitati a raggiungere i centri vaccinali e distribuire, tuttora, le dosi ai medici generici che sono insufficienti per i pazienti. Inoltre, non possiamo dimenticare che l’ospedale e l’hub della Fiera del Levante hanno avuto gestazioni lunghe e travagliate, prima di essere operativi, a costi decisamente molto alti.

La fabbrica di DPI nella zona industriale, dove si è tenuto il punto stampa del generale Figliuolo, ha una sola linea di produzione attiva perché la produzione attuale copre il fabbisogno regionale, grazie agli ingenti acquisti di DPI dalla Cina. Infine, è necessario certificare che con l’affidamento della gestione delle vaccinazioni alla Protezione civile la Puglia ha ottenuto dei vantaggi notevoli ed evidenti.

Ora, evitando lo sport italiano dello “scaricabarile e scarica responsabilità sugli altri”, evitiamo i giochi politici, sempre più ingombranti e più invasivi, è necessario, come ha detto il generale Figliuolo, fare di più. Basta polemiche e vaccinare tutti. Abbiamo perso già troppo tempo dietro alla gestione politica della pandemia. Servono i vaccini per tutti, subito, se vogliamo tornare alla normalità.

Se la Puglia non riesce a superare le proprie criticità, ha senso passare lunedì 26 aprile in zona arancione?

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