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Fibonacci a Castel del Monte

 “…Il silenzio, dopo tutto, il pubblico può sempre assumerlo; il silenzio è la cosa migliore che si possa produrre; il silenzio non si firma, è di tutti…” (Marcel Duchamp).

castel del monte

Nell portale di ingresso di Castel del Monte la geometria è applicata non solo bidimensionalmente, ma anche tridimensionalmente

Visitare Castel del Monte al primo mattino, quando dentro e fuori non c’è nessuno è un’esperienza unica che, questa mattina di primavera, sto vivendo. E, vivendola, mi sono venute in mente le parole di Marcel Duchamp. Il silenzio, in un’architettura di pietra come Castel del Monte è l’essenza dell’architettura stessa che, attraverso la geometria della sua costruzione spaziale, planimetrica e tridimensionale, assume un valore simbolico in sé; assume il motivo dell’esistenza dell’architettura in sé.

Se a ciò si somma l’incontro casuale con una sintetica mostra su Fibonacci all’interno delle sue sale, i valori intrinseci del luogo si decuplicano, anzi, per dirla con Fibonacci, si sommano all’infinito: …0, 1, 1, 2, 3, 5, 8…Otto. A questo numero e alle sue interpretazioni di valore ruota l’architettura di Castel del Monte, la geometria che la sottende, l’intuizione geometrica che Fibonacci dimostra attraverso gli studi sulla sezione aurea o numero aureo.

La geometria, dopo tutto, è la sintesi visiva tra numeri e forme dimostrate da calcoli matematici, con i suoi disegni sintetici e geometrici che, se sovrapposti, non solo all’architettura del luogo in cui mi trovo, ma anche alle copie delle opere dei pittori esposti nelle sale, m’illuminano sulla possibilità esistenziale, su una realtà effettuale possibile, all’insegna della qualità e della bellezza visiva.

L’arte, come l’architettura, procede per avvicinamenti successivi. Si impone di progredire lentamente verso un nuovo fatto di bellezza che si costruisce con la geometria, il colore, la forma, l’intuizione e la tecnica per la rappresentazione o la costruzione. Se nei quadri esposti di Sandro Botticelli e Leonardo da Vinci si intuisce, per semplice sovrapposizione delle linee geometriche all’opera, l’essenza prima della struttura della bellezza compositiva e pittorica, ancor più si intuisce la bellezza architettonica del luogo, il Castel del Monte, e nello specifico il suo portale di ingresso, in cui, la geometria è applicata non solo bidimensionalmente, ma anche tridimensionalmente, portandomi a percepire le qualità alte dello spazio costruito, in modo unico, intenso, bello.

Dunque, la bellezza sta nell’essenza della geometria e nella matematica che la sottende. A questo sovrapporsi di pensieri, intuizioni, forme e silenzio, si introduce alla mia vista la luce, un raggio di luce. E’ il primo raggio di sole netto e preciso di questa primavera, dopo alcuni giorni di nuvole, pioggia e vento caldo del deserto. La luce del sole taglia lo spazio, lo definisce con il suo colore bianco arancio del mattino. Entra nell’architettura attraverso una geometria precisa, unica, cosmica. E’ una geometria mobile, sottile, che si muove e si modifica al ruotar della terra intorno al sole segnando sulle pareti interne del cortile, parti precise di ombre chiare, intelligibili, che si allineano a geometrie di pietra segnate nella parete sud. Linee d’ombra che con precisione millimetrica si sovrappongono alla forma architettonica costruita.

Fibonacci mi appare chiaro nei suoi studi, nelle sue intuizioni, nelle sue esposizioni, nelle sue figure geometriche. E’ l’essenza del pensiero umano che incrocia il cosmo, la terra, il sole, la luna, le stelle, i pianeti, in una musicalità non udibile, ma visibile e percepibile ad occhio nudo, attraverso la luce, l’ombra, le rotazioni di esse, che segnano inconfondibilmente la somma delle ore, la somma dei giorni, la somma delle stagioni, la somma del tempo, in una inconfondibile esistenza intensa percepita attraverso ciò che più di immateriale c’è, la geometria, la matematica e il silenzio.

Elementi astratti che mi portano ad una astrazione più alta, più complessa del tempo semplice che vivo. Scopro che ciò è possibile solo quando vivo luoghi dove la bellezza visiva è espressa attraverso elementi immateriali, come immateriale è la serie di Fibonacci, …0, 1, 1, 2, 3, 5, 8…, la geometria che ne deriva e il silenzio in cui si esprime.

(le foto sono di Domenico Tangaro)

Matematica e Bellezza. Fibonacci e il Numero Aureo“, Castel del Monte, Andria (BT), Polo Museale della Puglia, 24 marzo – 15 novembre 2016,.

Bibliografia:

Bernard Marcadé, Marcel Duchamp – La vita a credito, Johan & Levi Editore.

Siti essenziali:

http://www.casteldelmonte.beniculturali.it

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www.domenicotangaro.it/biografia

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