FIABADAY 2014: per l’abbattimento delle “barriere”

Si è svolta a Roma FIABADAY 2014, la giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Slogan della manifestazione è stato Scommettiamo sull’accoglienza…vinciamo in Total Quality.

FIABA punta sull’accoglienza per migliorare la qualità della vita e superare le differenze culturali, di genere e di abilità. Secondo FIABA, le barriere più difficili da abbattere sono quelle culturali: è prioritario intervenire prima di tutto nelle coscienze, per creare attenzione verso una problematica molto diffusa come quella delle barriere architettoniche.

Palazzo Chigi a Roma ha aperto le porte a gruppi di persone con disabilità, anziani, bambini e loro accompagnatori. I visitatori sono stati accolti dai funzionari di Palazzo Chigi e dallo staff di FIABA. Diversi i laboratori attraverso cui i bambini hanno potuto immaginare un mondo più accessibile.

Nella Giornata FIABADAY 2014 sono state presentate due iniziative (una mostra fotografica e un concorso di idee) promosse da FIABA in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia ed il Laboratorio di Design Contest della Consulta Professione Junior.

Il FIABADAY proseguirà nei prossimi mesi con eventi organizzati su tutto il territorio nazionale dai nostri partner sottoscrittori di Protocollo d’intesa e dal Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, attraverso i quali saranno effettuate visite in numerosi porti italiani.

Il deputato Michela Vittoria Brambilla (FI) ha chiesto maggiori controlli sugli edifici pubblici o aperti al pubblico e sui mezzi pubblici di trasporto. Tra le misure finalizzate all’abbattimento delle barriere, Brambilla auspica l’applicazione di sanzioni, scadenze precise per l’adeguamento e la diffusione di rapporti periodici sull’accessibilità e la visitabilità. «Le norme di base ci sono da tempo – ricorda la parlamentare – ma mancano sistemi di controllo e una cultura diffusa che ne favoriscano il rispetto. A venticinque anni dalla legge dell’89, le barriere di accessibilità sono ancora ovunque, Stato ed amministrazioni locali non investono abbastanza per superarle e non si sforzano neppure di prendere conoscenza del fenomeno. Non si tratta soltanto di dare effettività a diritti costituzionali, ma anche di cogliere importanti opportunità di sviluppo economico».

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