Studi recenti dimostrano come la fauna marina possa indicare lo stato di salute dell’ambiente del Mediterraneo e dell’Atlantico. Un gruppo di studio dell’Università di Siena, coordinato dalla professoressa Maria Cristina Fossi, sta studiando ad esempio l’impatto della plastica sui grandi filtratori (tra cui alcune specie di squali): questi organismi trattengono insieme al plancton una grande quantità di contaminanti.
La International Whaling Commission, principale organismo mondiale per la tutela delle balene, ha riconosciuto ufficialmente il valore scientifico di queste ricerche. Mercoledì 5 e giovedì 6 giugno, l’Università di Siena organizza un convegno internazionale sul tema Biologia ed ecotossicologia dei grandi vertebrati e degli uccelli marini. L’evento è dedicato, appunto, agli studi sulla salute della fauna marina e dunque del mare: nell’ambito della strategia definita dall’Unione Europea per la tutela dei mari, saranno proposte le più aggiornate ricerche che indicano alcune specie animali definite sentinelle dell’ambiente.


