Fashion sostenibile: la ricetta di Class ICON

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Foto Sam Li da Pexels

Un manifesto per la moda responsabile e un premio: scrivere il futuro rispettando l’ambiente si può!

Cosa significa essere un “game changer” nella moda green? Quali sono i falsi miti dell’eco-fashion e quali le linee guida per innovare salvaguardando il Pianeta? Come raccontare quello che c’è dietro a una collezione di moda sostenibile?

Se n’è parlato nel panel “C.L.A.S.S. ICON: Award e Manifesto per una moda responsabile”, moderato dalla giornalista green Diana de Marsanich.

Presente anche Giusy Bettoni, CEO e founder della piattaforma internazionale C.L.A.S.S (piattaforma globale che ha lo scopo di rendere il business della moda e del tessile più smart), lo stilista e vincitore del C.L.A.S.S. ICON 2020 Gilberto Calzolari e Massimiliano Bizzi, presidente di WHITE SHOW Milano.

Durante l’incontro online sono stati presentati anche il manifesto C.L.A.S.S. ICON (disponibile online a partire da lunedì prossimo) e l’edizione 2021 del concorso C.L.A.S.S. ICON Award, il premio internazionale per creativi visionari nel mondo della moda, capaci di veicolare i valori della sostenibilità non solo tra i professionisti del settore, ma anche al pubblico più ampio: i consumatori.

“Tornare a dare voce alle PMI”

Il presidente di WHITE SHOW, Bizzi, ha espresso una visione molto chiara: «Tornare a dare veramente voce alle piccole e medie aziende della moda. La promozione digitale deve essere orientata al mondo dei buyer per poter concretamente mettere in collegamento i brand alla propria rete di clienti già attivi. Per questo stiamo studiando e lavorando, anche in vista di febbraio, a un progetto che possa essere di concreto supporto e finalizzato a creare una connessione diretta tra aziende e buyer».

La locandina dell’evento online di Class Icon con White Show Milano

Il premio Class Icon

Il premio internazionale per creativi visionari nel mondo della moda si terrà ogni anno e mira a supportare aziende e imprese che hanno come obiettivo la sostenibilità. Tuttavia, ricorda Bettoni, «non tutto quello che è sostenibile è perfetto, ma fare le cose meglio è obbligatorio, oggi si può».

Sulla stessa scia è lo stilista Gilberto Calzolari, primo vincitore del primo C.L.A.S.S. ICON Award: «Creo moda per aprire conversazioni e cambiare il modo di comportarsi e pensare. La mia creatività, dalla scelta di tessuti e lavorazioni all’immagine che decido comunicare, sono le armi a mia disposizione. In questo senso le mie collezioni sono una call to action per un futuro migliore.

La mia missione è far capire che l’impegno e la sostenibilità possono e devono andare di pari passo con la bellezza e l’eleganza. L’estetica a mio avviso è inscindibile dall’etica. Per questo non mi rivolgo solo ai professionisti del settore, ma anche al consumatore finale, agli appassionati di moda e oltre».

Un manifesto per la moda responsabile

Fiore all’occhiello della discussione è stato il manifestato in cui sono contenute le “direttive” per fare scelte responsabili, innovare nel campo del fashion e avere un impatto positivo sul pianeta.

«Abbiamo ideato C.L.A.S.S. ICON per premiare i designers visionari che creano le loro collezioni unendo design, innovazione responsabilità e che sono capaci di comunicare in modo autentico ed efficace ai consumatori i valori che sono dietro ai loro capi. È il momento che lo storymaking e lo storytelling si allineino, altrimenti è solo greenwashing», ha detto Giusy Bettoni.

Obiettivo: far comprendere che anche le aziende che si occupano di moda hanno un ruolo “etico” e per questo è importante che la produzione sia trasparente, i prodotti tracciabili e salubri. Che si operi, insomma, nel totale rispetto delle persone e dell’ambiente.

Un impegno di economia circolare a impatto positivo che significa salvaguardare anche i mari, l’oceano, l’utilizzo dell’acqua, dell’energia e delle risorse. Per una moda con un impatto il più basso possibile sul pianeta e sulla salute delle persone e degli animali e che grazie all’innovazione responsabile perfettamente all’altezza delle sfide che pone il lifestyle contemporaneo.

«Per questo – ha concluso la Bettoni – ho ideato la formula della sostenibilità che esiste solo quando si uniscono design, innovazione responsabile e siamo in grado di tracciare e misurare l’impatto di prodotti e processi. In una parola, quando c’è la conoscenza».

 

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