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Fasano esempio virtuoso

Domani 8 luglio, alle 13,30, si inaugura il nuovo impianto di affinamento acque di Fasano – Forcatella, alla presenza del presidente Emiliano, dell’assessore ai Lavori Pubblici Giannini, del consigliere Amati, e del Sindaco di Fasano Francesco Zaccaria. L’evento di tipo aperto è organizzato dalle 12 alle 16.

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Fasano: edificio “Masseria”; reattori di processo

Il Nuovo Impianto di affinamento di Fasano Forcatella – Sin dal 2005 è in esercizio a Fasano un impianto che intercetta le acque del contiguo Depuratore  Comunale e dopo averle  affinate per il riutilizzo agricolo, le distribuisce a 50 aziende agricole. Da allora, questa pratica ha riutilizzato in agricoltura  circa 4  Milioni mc  di acque,  sottraendo ai prelievi da falda sotterranea ed allo scarico a mare altrettante aliquote. Un successo importante, specie in considerazione che il processo di trattamento  ha sempre assicurato  la buona  qualità  chimico fisica e microbiologica delle acque prodotte.

Gli ottimi risultati sono stati possibili grazie all’esperienza gestionale nel corso di più di 10 anni di esercizio continuativo dell’impianto di Fasano, che ha evidenziato la necessità di  migliorare ulteriormente le capacità depurative sia in termini qualitativi che quantitativi al fine di soddisfare la domanda di qualità  crescente   in agricoltura e di estendere le potenzialità al  riutilizzo produttivo e ambientale in senso lato. Il nuovo impianto  di Fasano Forcatella risponde  a pieno alla  Strategia della Regione  Puglia  e agli indirizzi del Comune di Fasano, di potenziare nel territorio  la pratica del  recupero e riutilizzo di acque reflue affinate di  elevata qualità.

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Il nuovo impianto di Fasano Forcatella vuole potenziare nel territorio la pratica del recupero e riutilizzo di acque reflue affinate

L’impianto è progettato per trattare le intere portate rilasciate dal  contiguo depuratore  con una capacità di affinamento pari a  circa 7000 mc/giorno.   La tecnologia MITO3X ed il  processo di trattamento  adottati  trasferiscono in piena scala i risultati  di ricerche  condotte  da Aquasoil  (gestore tecnico per il Comune di Fasano  dell’impianto in questione) nel corso degli anni  su  programmi di ricerca e di innovazione tecnologica finanziati  alle PMI  dalla stessa  Regione.

Si tratta di un processo,  integrato alla fase di aspirazione di una pompa centrifuga,  di chiariflocculazione, adsorbimento  e disinfezione, seguito da sedimentazione   a pacchi lamellari ( V=300 mc) e da accumulo in   2 bacini  di volume totale pari a circa 50000 mc  che svolgono una evidente funzione di riutilizzo ambientale e in cui si completano  per contatto e stabilizzazione reazioni residue di natura chimico fisica e biologica  che  migliorano ulteriormente  la qualità delle acque; dal secondo bacino  si prelevano le acque da   destinare  al riutilizzo produttivo o agricolo. Le  aliquote eccedenti  vengono disperse sul suolo in trincee drenanti e concorrono alla ricarica indiretta della falda acquifera (che è  fortemente interessata da processi di contaminazione salina)   per  contrastare   la  penetrazione del cuneo salino e l’intrusione marina.

La qualità finale delle acque è molto elevata e si può riassumere   attraverso  i risultati di alcuni macrodescrittori quali il COD  mediamente uguale a  20 mgO2/litro,  contenuto microbiologico di  patogeni  ed  Ecoli praticamente  assente,  SST praticamente zero.   Il processo mostra inoltre significative efficienze  di barriera verso inquinanti  recalcitranti e prioritari.

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E’ da rimarcare infine la cura data all’inserimento dell’impianto nel contesto paesaggistico

E’ da rimarcare infine  la cura  data all’inserimento dell’impianto nel contesto paesaggistico, ambientale e architettonico del luogo.  Il capannone destinato a contenere la tecnologia, senza  alterare le funzioni tecnologiche per cui è progettato, assume la forma di un edifico Masseria. Gli argini dei bacini sono inoltre attrezzati  per passeggiate a piedi  o in biciletta intorno al lago tra gli ulivi secolari. In definitiva,  il nuovo impianto  persegue a pieno  gli obiettivi strategici in campo ambientale  dell’economia  circolare applicata alle risorse idriche  attraverso  cui  si generano risorse  dal rifiuto  con  Recupero, Riciclo, Riuso riducendo al massimo le perdite irreversibili  di  materia ed energia.

L’effetto complessivo dell’operazione, dovuto anche alla lungimiranza del geologo Nino Santoro, mostra una riconquista di naturalità e una profonda cura nell’inserimento dell’impianto nel contesto paesaggistico: un modello che fa scuola e da esportare, in cui la Puglia e Fasano sono primi.

 

 

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