Fame, denutrizione e Covid: una difficile Giornata Mondiale dell’Alimentazione

DURING HYGIENE KITS DISTRIBUTION IN SHOSHADANGA, KULIA, DEBHATA.SATKHIRA. (foto inviata da Azione contro la Fame)

“Coltivare, nutrire, preservare. Insieme. Le nostre azioni sono il nostro futuro” è il tema centrale, ma serve l’impegno di tutti per poter mettere in pratica le idee e superare le difficoltà

Perché celebrare la giornata dell’Alimentazione se c’è la fame nel mondo? Perché si parla di alimentazione sana e corretta quando imperversano obesità e cibi spazzatura? E dove mettiamo la malnutrizione e l’aumento della povertà? Se la fame colpisce soprattutto le nazioni in via di sviluppo, perché la nazioni più sviluppate hanno un surplus di cibo che viene regolarmente gettato nella spazzatura? Perché da una parte del mondo si muore di fame mentre dall’altra parte si muore di obesità e di tutte le malattie ad esso collegate?

Sono domande che ci poniamo spesso ma alle quali non abbiamo le risposte, perché dipendono dai governi, dalla politica, dalle economie interne ed esterne, dalle società e dall’ambiente. Spesso ci poniamo domande alle quali non vogliamo persino rispondere, perché il nostro status ci permette di vivere bene, e quindi tutto il resto è molto lontano da noi, ma non vogliamo ammettere che basta davvero poco per invertire le parti.

La Giornata Mondiale dell’Alimentazione, istituita dalla FAO fondata il 16 ottobre 1945, acquista oggi più che mai un ruolo cruciale per le dinamiche alimentari delle nazioni, dei popoli e di tutti gli esseri viventi. C’è una stretta correlazione tra alimentazione e ambiente, perché da come viene gestito uno ne guadagna l’altro, ma spesso questo equilibrio viene sfasato dall’uomo con conseguenze deleterie.

Il premio Nobel per la Pace assegnato pochi giorni fa al World Food Programme ha riacceso i riflettori sulla fame nel mondo e sulla scarsa alimentazione che colpisce circa 700 milioni di persone, che sono aumentate nel 2020 a causa della rapida diffusione del Covid 2019.

Per guarire dalla fame nel mondo basterebbe gestire l’alimentazione in maniera sostenibile, distribuendo i prodotti alimentari in maniera equa a tutte le popolazioni del mondo, ma la gestione dei mercati nazionali ed internazionali, le dinamiche economiche, finanziarie e industriali delle varie nazioni, al momento non permettono la realizzazione di questa “utopia”. Per queste ragioni, esiste il Programma, esiste la FAO ed esistono molti progetti mirati a ridurre il più possibile il numero delle persone senza cibo.

Azione contro la Fame

Azione contro la Fame, l’organizzazione internazionale impegnata nella lotta alla fame e alla malnutrizione, per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione lancia la sfida digitale #ConnectedagainstHunger. Attraverso una App si incoraggia l’attività sportiva in sicurezza e consente a milioni di bambini malnutriti di ricevere cibo e acqua. Sono 48 i grandi gruppi internazionali che hanno aderito. Tre le discipline previste: corsa, camminata e ciclismo. Sempre il 16 ottobre, scatterà anche la campagna “Siamo tutti sulla stessa…tavola”, che introduce l’edizione 2020 di “Ristoranti contro la Fame”. Ristoranti, chef e buongustai donano cibo a chi non ne ha. “Ristoranti contro la Fame”, in soli sei anni, ha raggiunto in Italia oltre 500.000 persone e raccolto 350.000 euro, necessarie per 16.000 bambini affetti da malnutrizione. Fino al 31 dicembre, i clienti potranno donare 2 euro per un “piatto solidale”, 50 centesimi per una “pizza solidale” e per una bottiglia d’acqua.

Fondazione Barilla

Secondo la Fondazione Barilla bisogna scegliere diete sostenibili per vivere bene e salvare il pianeta. Puntare, dunque, sulla Dieta Mediterranea. “Un concetto sintetizzato dalla Doppia Piramide Alimentare e Ambientale di Fondazione Barilla, che evidenzia come gli alimenti che favoriscono la salute (ortaggi, frutta, olio extravergine di oliva, frutta secca, cereali integrali, base della Dieta Mediterranea) siano anche quelli con minore impronta ecologica. Se il lockdown ci ha fatto mangiare di più, aumentando del 3-4% i chili in eccesso, dall’altra parte ha ci ha fatto consumare più cibi sani come verdura (33%), frutta (29%), legumi (26,5%), acqua (22%) e olio extravergine di oliva (21,5%).”. La fondazione propone 10 azioni da seguire per rende l’alimentazione sostenibile: Migliorare standard e terminologie; Rafforzare i sistemi di misurazione; Incoraggiare l’impegno delle aziende su salute e sostenibilità; Promuovere la digitalizzazione delle informazioni; Identificare il costo reale del cibo; Migliorare la sicurezza e diversità delle sementi e la rigenerazione del suolo; Mobilitare tutti gli attori; Aumentare la consapevolezza e l’informazione; Consentire l’adozione di scelte alimentari sane e sostenibili; Creare resilienza globale.

FederBio

La Federazione italiana che raccoglie le aziende agricole bio ripropone in questa occasione la necessità di un’agricoltura sostenibile e biologica per salvare l’uomo  e il pianeta. “L’utilizzo di paradigmi più sostenibili  nelle filiere produttive corrisponde alla sensibilità dei cittadini che indirizzano sempre più le loro scelte verso prodotti che offrono garanzie per la salute e la sostenibilità ambientale e che rispondano a principi di equità sociale con il riconoscimento del giusto prezzo. La bioagricoltura è l’unico approccio in grado di conciliare sostenibilità economica, sociale e ambientale, dimostrandosi efficace nel contrasto al cambiamento climatico e nella tutela della biodiversità, oltre a rappresentare una concreta opportunità di sviluppo per i territori rurali e per l’occupazione.”.

Coldiretti Puglia

Al mercato dei contadini in Piazza del Ferrarese a Bari, la Coldiretti rilancia la “spesa sospesa”. Dalle ore 10, i contadini e i cittadini potranno consegnare prodotti alimentari che saranno donati alla mensa dei poveri della Cattedrale. Secondo i dati della Coldiretti, per gli effetti secondari del Covid sulla società e sull’economia, i nuovi poveri in Puglia sono aumentati del 34%. Con l’occasione, saranno forniti consigli utili per una sana e corretta alimentazione, nel rispetto della Dieta Mediterranea.

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