Falsi DOP e IGP scoperti dai Carabinieri

Foto di pasqualeschiavoneph da Pixabay

Vasta operazione in tutta Italia del Reparto per la Tutela Agroalimentare. Tra Nord e Sud scoperti alcuni prodotti alimentari pubblicizzati con falsi marchi di qualità

 

Vasta operazione dei Reparti del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare nel settore dei marchi di qualità. I prodotti che hanno i marchi DOP e IGP hanno l’obiettivo di proteggere i produttori, che seguono rigorosamente i disciplinari di produzione regolamentati a livello europeo, e i consumatori, in relazione alle loro scelte di acquisto di prodotti di qualità.

In varie aziende hanno scoperto numerosi illeciti. Nelle province di Asti e Cuneo sono state sanzionate tre imprese che, sul sito internet aziendale, pubblicizzavano i vini prodotti menzionando vitigni Do e IG pur trattandosi di  vini comuni da tavola. Per loro è scattata una sanzione di 1500 euro. In provincia di Cremona  è stato diffidato il titolare di un caseificio per aver fatto riferimento alla Mozzarella di Bufala Campana DOP sul sito internet aziendale, in violazione alla normativa sull’etichettatura. In provincia di Novara il titolare di un caseificio è stato diffidato  in quanto, nella propria attività, erano presenti cartelli pubblicitari e prezziario che evocavano la Mozzarella di Bufala Campana DOP e il Pane di Altamura DOP, senza averne titolo. Inoltre è stato sanzionato per la mancata iscrizione al sistema di tracciamento del latte bufalino. A Parma sono state denunciate tre persone poiché utilizzavano, nella produzione dei gelati, nocciole e limoni “convenzionali” anziché quelli a marchio di qualità, Nocciola di Piemonte IGP Limone di Sorrento IGP, come invece dichiarato nei cartelli esposti al pubblico. A Modena è stato denunciato un commerciante che esponeva, in apposite vaschette presso il banco vendita, mozzarella generica sprovvista del confezionamento originario, dichiarando falsamente sul cartello esposto al pubblico essere Mozzarella di Bufala Campana DOP . In provincia di Cuneo è stato diffidato il rappresentante legale di una cioccolateria per aver prodotto e commercializzato “Cioccolata Fondente Extra con Nocciole Piemonte” senza l’autorizzazione del Consorzio di Tutela della Nocciola Piemonte IGP: In provincia di Massa Carrara è stato denunciato il rappresentante legale di un pastificio perché utilizzava, nella preparazione di pasta fresca ripiena, anziché formaggio Fontina DOP, come indicato in etichetta, un prodotto non appartenente al circuito tutelato. In provincia di Napoli, unitamente agli Agenti Vigilatori del Consorzio di Tutela del Grana Padano, sono state svolte verifiche presso diversi supermercati, che hanno portato al sequestro di  kg 60 di formaggio stagionato, per un valore di circa 650 euro, falsamente etichettato e venduto come  Grana Padano DOP. In provincia di Catania, un’azienda dedita alla produzione e commercializzazione di birra è stata sanzionata per aver evocato in etichetta, in assenza di autorizzazione del Consorzio di Tutela, la denominazione protetta Cioccolato di Modica IGPSono state anche sequestrate 800 bottiglie di birra da 33 centilitri del valore complessivo di 3.200 euro. Il valore della sanzione è di 4.000 euro. Nella stessa provincia è stata sanzionata un’imprenditrice per non aver adempiuto alle prescrizioni impartite in una precedente verifica, nella quale era stata diffidata per aver indebitamente evocato, nella presentazione e nell’etichettatura dei prodotti pubblicizzati online e rinvenuti anche presso la G.D.O., la denominazione protetta Fico d’India di San Cono DOP. Un altro imprenditore è stato diffidato a eliminare, dal sito internet del caseificio, ogni riferimento alla Provola dei Nebrodi DOP, perché produttore non assoggettato al sistema dei controlli. Ancora in provincia di Catania è stato denunciato un imprenditore che commercializzava distillati facendo riferimento al Fico d’India dell’Etna DOP, ottenuti però da frutti privi della certificazione. Contestualmente sono state sottoposte a sequestro 65 bottiglie del prodotto per un valore complessivo di euro 400 euro.

I marchi sono sinonimi di qualità assoluta. Sono necessari per l’Italia che deve rapportarsi ai falsi venduti all’estero e alle leggi europee che non tutelano abbastanza l’elevata qualità dei prodotti italiani. Questi falsi inquinano i mercati abbassando il livello e devastando le produzioni in regola con le norme, che rischiano di essere cancellate. Ecco perché l’attenzione deve sempre essere alta e bisogna sempre controllare accuratamente le etichette dei prodotti che mangiamo. Se ci sono dubbi, bisogna segnalarli e denunciarli, per il bene di tutti.

Articoli correlati