Fallire per debiti altrui!

Riceviamo e giriamo volentieri la segnalazione del signor Luca Fermo. Un imprenditore che opera nel settore delle energie rinnovabili che rischia di fallire per debiti altrui. Luca Fermo è titolare di Ray Energy, un’azienda la cui struttura è dedicata allo sviluppo di strumenti innovativi volti alla realizzazione di impianti fotovoltaici. Lo stesso è fondatore di Assosolare, l’Associazione Nazionale dell’Industria Solare Fotovoltaica.

I pannelli solari fanno da copertura alla serra

È il gioiello di casa Ray Energy, la serra fotovoltaica più grande d’Italia: cinque campi solari, 4.800 pannelli e una potenza installata di 888 kWp, per un risparmio annuo di emissioni nell’aria di CO2 calcolato in 759 tonnellate. Progettato e realizzato tre anni fa a Esenta di Lonato, sul Lago di Garda, l’impianto – ci dice il signor Fermo al telefono – ha suscitato l’interesse degli addetti ai lavori e dei media nazionali, tanto da essere anche al centro di un ampio servizio del TG1 Economia.

Tuttavia il signor Fermo sta vivendo una situazione che ha dell’inverosimile. Infatti, la sua azienda rischia il fallimento ma, come ci spiega, a causa di terzi. Ray Energy ha consegnato alla Società Agricola Agridese due serre florovivaistiche, ciascuna delle quali ha installati sul tetto pannelli fotovoltaici per un totale di 13mila metri quadri e una potenza di quasi 900 kWp, impianto da subito allacciato alla rete elettrica. La Agridese, che intanto riceve regolarmente i finanziamenti di Conto Energia dal 2009, però, si è rifiutata di pagare la fornitura alla Ray Energy. «Alla richiesta perché non paghi, il cliente ha risposto “ci vediamo fra tre anni in tribunale”». Il credito di Ray Energy ammonta a 691mila euro. Nonostante un CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) del Tribunale di Monza che dà ragione a Ray Energy, la Agridese ha avviato una serie di azioni legali per rinviare l’esecuzione dei pagamenti. Ray Energy, invece, non può fare altrettanto «perché non ha a disposizione il denaro necessario per chiedere il rinvio. È qui l’incongruenza della giustizia italiana – lamenta Luca Fermo -, il debitore che ha soldi, invece di saldare il dovuto, paga (gli avvocati) per non saldarlo e non corre rischio di fallire».

L'interno di una delle serre fotovoltaiche di Esenta di Lonato (BS)

Ray Energy, non avendo liquidità sufficiente, le spese legali per un decreto ingiuntivo oppure per farvi opposizione sono salate, non può affrontare queste spese, per questo rischia il fallimento. Nella circostanza, è stata la Siel a presentare un’istanza di fallimento nei confronti di Ray Energy, facendo il gioco di Agridese. Perché, se l’azienda fallisse, Agridese sarebbe sollevata dal pagamento del debito. Enrico Pansini, presidente di Siel, e tra i fondatori di Assosolare, «sa perfettamente che io i soldi non li ho presi, ha richiesto un decreto ingiuntivo. Io non mi sono opposto, perché, ripeto, ho preferito pagare gli stipendi, e oggi mi vedo sul tavolo dei giudici fallimentari».

Non sentendosi tutelato dalla legge, Luca Fermo riscriverebbe l’articolo 3 della Costituzione Italiana – si sfoga -: «scriviamo che la legge è uguale per tutti, purché abbiano lo stesso portafoglio. Il principio della legge è quello dell’equità, indipendentemente dal ceto sociale, dalla razza, colore, religione ecc.. In realtà non è così. Se hai i soldi per pagare i legali e quindi procrastinare i tuoi pagamenti bene. Se non li hai o se come nel mio caso li hai destinati al pagamento degli stipendi dei dipendenti, tu fallisci, punto e basta!».

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