Factor Gmo, ricerca internazionale su sicurezza OGM

Fiorella Belpoggi

È stato avviato il progetto di ricerca Factor Gmo, per studiare le correlazioni tra colture OGM (Organismi Geneticamente Modificati) e sicurezza alimentare. Le attività saranno supervisionate dall’italiana italiana Fiorella Belpoggi, che dirige il Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini a Bentivoglio (Bologna).

Factor Gmo è il primo studio indipendente sia dalle industrie sia dai movimenti anti Ogm. La ricerca si focalizzerà sul mais GM resistente agli erbicidi: l’erbicida glifosato, commercializzato da Monsanto, è presente da diversi anni negli alimenti e nelle forniture di mangimi per animali. Il glifosato è utilizzato per favorire la crescita della coltura.

La sperimentazione deve fornire dati adeguati per dimostrare con sicurezza se i reali livelli di consumo a livello mondiale degli alimenti GM e pesticidi associati siano sicuri. Il progetto è suddiviso in diversi tipi di valutazione: tossicità (compresa la neurotossicità), cancerogenesi e studio multi-generazionale sulla fertilità e lo sviluppo.

Gli scienziati coinvolti nell’Advisory Board di Factor GMO sono indipendenti, senza alcun legame con il settore delle industrie biotech o con il movimento anti-OGM. Oltre la dottoressa Belpoggi: il dottor Oxana Sinitsyna, vicedirettore del Dipartimento di Scienza presso l’Organizzazione Federale dello Stato A. N. Sysin Research Institute di Ecologia Umana e salute ambientale del ministero della Salute della Federazione Russa, Mosca; il dottor Bruce Blumberg, professore di Biologia Cellulare e dello Sviluppo, Facoltà di Scienze Biologiche, Università della California, Irvine, USA. L’Associazione Nazionale Russa per la Sicurezza Genetica (NAGS) è il promotore ed il coordinatore dell’esperimento, finanziato con 25 milioni di dollari.

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