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Ezio Bonanni l’avvocato… dell’amianto

Ezio Bonanni

L’aria da liceale tradisce una preparazione che va ben oltre la laurea conseguita all’Università “La Sapienza” di Roma. E il taglio dei capelli, cresta al centro tenuta dalla gelatina rinnega, invece, l’archetipo del ricercatore che passa ore in biblioteca. Sotto i riflettori di Ambient&Ambienti Ezio Bonanni, quarantatre anni, non solo avvocato del Foro di Roma e docente universitario.

Ho conosciuto l’avvocato Bonanni grazie all’impegno comune sul fronte della difesa dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto. Argomento di cui Ambient&Ambienti ha parlato diffusamente anche in un dossier e affrontato nel corso di un incontro che si è tenuto luglio scorso, a Bari, organizzato con lo stesso Bonanni e l’ONA, l’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’impegno nella proposizione dei giudizi per la difesa degli esposti e delle vittime  dell’amianto e di altri cancerogeni ha indirizzato Bonanni verso l’insegnamento di Diritto penale e Istituzioni di Diritto pubblico presso l’Università degli Studi di Siena e alla collaborazione presso il Centro Studi Diritto Dei Lavori, diretto dal professor Gaetano Veneto, a Bari, quale direttore della Sezione di Diritto comunitario del lavoro e nella redazione della Rivista scientifica www.dirittodeilavori.it

Come relatore o moderatore, ha partecipato alle più importanti sessioni in materia di sicurezza sul lavoro che riguardano l’amianto e altri cancerogeni; tra queste la “Conferenza Mondiale dell’Amianto” a Taormina. A fine luglio scorso è stato invitato alla “Johnson Conference on Asbestos” a Burlington negli Stati Uniti dove, tra l’altro, è stato iscritto con il dottor Giancarlo Ugazio, patologo, che lo ha accompagnato nel tour americano, all’accademia di medicina di New York. Torna negli States a ottobre ospite della Columbia University per presentare l’applicazione della medicina legale nel Diritto italiano.

Nel corso delle sue continue ricerche, l’avvocato Bonanni ha trovato in un fascicolo conservato all’Archivio di Stato di Torino, sotto il nome di “La lobby dell’amianto”, due allegati scritti a mano, che Ambient&Ambienti pubblica in esclusiva (dal quale il lettore potrà acquisire ulteriori informazioni).

L’allegato 116, nel quale si parla di un corso, a Neuss  (Dusseldorf – Germania) nel 1976, tenuto da ingegneri delle diverse sedi di Eternit per istruire tecnici turchi ai quali è stato suggerito, in sostanza, di rinnegare lo studio epidemiologico sul rischio di NTD in esposti ad asbesto effettuato nel 1964 da Selicoff. Nell’allegato 117, invece, nel corso di una riunione tenuta alla sede dell’Assocementi di Roma nel 1978, risulta che i «produttori di amianto erano riusciti a fare pressione sul ministero della Salute dell’epoca per evitare di far entrare in vigore, negli anni ‘70, i limiti di soglia sulla concentrazione di fibre di amianto negli ambienti di lavoro contenuti nella proposta di legge». I limiti di soglia entrati poi in vigore nel ‘91 avrebbero diminuito l’esposizione e salvate molte vite umane.

Bonanni al convegno di Bari. Al centro il direttore di Ambient&Ambienti Lucia Schinzano, a sinistra l'avvocato Gaetano Veneto

Ad aprile scorso, Ezio Bonanni accompagnato da rappresentanti dell’ONA, l’Osservatorio Nazionale Amianto di cui da qualche giorno è stato nominato presidente, ha ottenuto udienza da Papa Benedetto XVI, in occasione del 27 aprile, Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, cui è stato chiesto di intervenire sul problema. All’udienza generale il Sommo Pontefice, dopo il suo saluto e la promessa di un’altra udienza tra breve, ha esortato l’ONA «a proseguire l’importante attività a difesa dell’ambiente e della salute pubblica».

L’irrefrenabile attività di Bonanni si produce in un altro risultato concreto: l’INAIL di Milano Porta Nuova liquida la prima prestazione aggiuntiva fondo vittime dell’amianto (clicca qui per visionare l’allegato).

Ezio Bonanni è autore di due libri che fanno testo in materia: “Lo Stato dimentica l’amianto killer” e “Patologie ambientali e lavorative” scritto con Giancarlo Ugazio.

È impegnato nei più importanti processi, anche in sede internazionale e comunitaria, promossi dai lavoratori e dalle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni.

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