Extinction Rebellion incolla manifesti alla sede RAI di Bari

L’azione, avvenuta di notte, intende chiedere maggiore attenzione nel racconto della crisi climatica. I manifesti riprendono ironicamente i titoli di alcune canzoni di Sanremo

 

Gli attivisti di Extinction Rebellion hanno tappezzato i muri della sede Rai di Bari. Le attiviste hanno usato colla vegetale fatta da farina ed acqua per incollare il loro messaggio nella sede della televisione di stato, per chiedere una maggiore attenzione nel racconto della crisi climatica. Tutte le attiviste sono state identificate dai carabinieri.

Nei manifesti, creati dal movimento per il clima, vengono usati i titoli delle canzoni grandi successi delle edizioni passate del Festival di Sanremo per attirare l’attenzione sulla crisi climatica.

Le attiviste portano l’attenzione sull’innalzamento del livello di CO2 nell’aria: secondo gli esperti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) a causa delle emissioni antropiche la presenza di CO2 nell’aria è cresciuta considerevolmente, raggiungendo i 420 ppm [IPCC], il numero più alto negli ultimi 14 milioni di anni secondo il Centro Nazionale Ricerche (CNR) [CNR]. La concentrazione di CO2 in atmosfera è da anni superiore al 50% rispetto all’epoca preindustriale: un aumento della CO2 nell’aria comporta un aumento delle temperature, che a sua volta potrebbe portare nei prossimi anni a conseguenze catastrofiche per l’ambiente [Fanpage]. Se finora l’aumento delle temperature globale è rimasto sotto il grado e mezzo, il rischio di un innalzamento ulteriore potrebbe portare a diversi punti di non ritorno (i cosiddetti tipping points), eventi catastrofici che cambierebbero per sempre il volto del pianeta e che, per essere evitati, richiedono una riduzione delle emissioni nei prossimi anni [Repubblica].

L’azione di Extinction Rebellion è avvenuta la notte della terza serata del Festival di Sanremo. Infatti il target delle attiviste è il mondo dell’informazione e in particolare la RAI, rea di non dare lo spazio necessario al racconto della crisi climatica secondo loro, ma soprattutto di scegliere fra gli sponsor del festival di Sanremo ENI [IlSole24Ore], al momento al centro di una causa civile per il suo contributo alla crisi climatica, la prima di questo tipo in Italia [WIRED].

«Al Festival di Sanremo prodotto dalla Rai, tra gli sponsor ci sarà anche ENI, un gigante delle emissioni di CO2, che sapeva quali sarebbero stati gli effetti della crisi climatica già dagli anni ’70 [Altreconomia] ma ha preferito tacere per tutelare i suoi profitti» fa notare Manlio, una delle persone che ha preso parte all’azione «ENI utilizza la visibilità data dal Festival per raccontare i suoi impegni sulla decarbonizzazione e ripulire la propria immagine, senza nessuno che faccia notare che questi impegni sono spesso solo di facciata [Greenpeace]».

Non solo ENI: le attiviste denunciano anche la partecipazione di Intesa San Paolo, che ha destinato 3,2 miliardi di dollari ad investimenti nella finanza fossile [Altreconomia], e di Costa Crociere, al secondo posto per quantità di emissioni inquinanti, tra le compagnie del settore [Altreconomia].

«La scelta degli sponsor per questo Festival è imbarazzante: è stato deciso di dare visibilità ad aziende e banche che contribuiscono enormemente alla crisi climatica, offrendo loro la possibilità di dipingersi come realtà attente all’ambiente. La RAI così sceglie di stare dalla parte di chi inquina. Eppure il mondo dell’informazione dovrebbe preoccuparsi di fornire alla cittadinanza informazioni corrette sulla crisi climatica», aggiunge Manlio, «vogliamo una presa di posizione chiara, vogliamo che venga detta la verità sugli effetti delle attività dell’umanità sulla crisi che stiamo vivendo, perché la conoscenza del problema è la base per ogni ragionamento risolutivo della crisi stessa».

Articoli correlati