Ex Ilva, tumori e decessi: il rapporto ‘Sentieri’ boccia Taranto, lettera a Mattarella

Il sesto rapporto di Sentieri, lo Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento, conferma la gravità della situazione anche a Taranto, per la presenza dell’ex Ilva. Il report, le analisi e le proteste del territorio perché, in sostanza, numeri alla mano, decreti e leggi ‘salva Ilva’ non hanno sortito gli effetti sperati

 

“Non vi è stato alcun miglioramento della salute ed è continuato, anche dopo il 2013, l’eccesso di mortalità e di ospedalizzazioni a Taranto, colpendo in modo intollerabile anche i bambini”. Alessandro Marescotti di Peacelink, insieme ad altre centinaia di persone, lo hanno gridato e messo nero su bianco, indirizzando una lettera al Presidente della Repubblica. Taranto è scesa (nuovamente) in piazza. E l’occasione è stata l’analisi dei dati epidemiologici dello Studio Sentieri, recentemente aggiornati e pubblicati il 23 febbraio scorso dall’Istituto Superiore della Sanità, che hanno confermato la delicata situazione delle popolazioni che risiedono nei principali Siti italiani contaminati, di interesse per le bonifiche. Tra queste, ovviamente, anche quella di Taranto-Statte, che lega la sua quotidianità all’ex Ilva.

Leggi. Lo studio epidemiologico firmato Sentieri

I dati

Foto di Piero Mottolese

L’analisi della mortalità nel sito – emerge dal report inerente il periodo 2013-2017 – mette in evidenza eccessi, in entrambi i generi, per tutte le cause, per tutti i tumori maligni, per le malattie del sistema circolatorio e per le malattie dell’apparato digerente. L’analisi delle cause con evidenza a priori di associazione con le fonti di esposizioni ambientali mostra eccessi per il tumore del fegato nel genere femminile, mentre per il tumore del polmone, per il mesotelioma della pleura in entrambi i generi e per il tumore della vescica e per linfomi non Hodgkin, solo nel genere maschile. La mortalità per ‘Sintomi, segni e stati morbosi mal definiti’ risulta in eccesso nel genere femminile.

Rilevati eccessi anche nell’analisi dei ricoveri (ospedalizzazione) per tutte le patologie in studio. I ricoveri per cause con evidenza a priori di associazione con le fonti di esposizioni ambientali risultano in eccesso per il tumore del fegato, del polmone e della pleura in entrambi i generi, mentre solo per il genere femminile per il tumore del connettivo e della mammella. Si rilevano eccessi nei ricoveri per tumore della vescica nel genere maschile, per le malattie respiratorie, in particolare la malattie cronico-ostruttive, in entrambi i generi. Infine, in eccesso si ritrovano le nefriti e nefrosi e le insufficienze renali croniche, sempre in entrambi i generi.

La pediatria

Un (drammatico) discorso a parte merita l’aspetto relativo alla salute dei bambini. Come evidenzia anche l’Associazione Culturale Pediatri – che ha indirizzato una ulteriore missiva al Capo dello Stato – lo studio di Sentieri documenta un eccesso di bambini con malformazioni congenite, un eccesso di bambine ricoverate per tutti i tumori maligni e tumori del sistema nervoso e un eccesso di leucemie mieloidi e linfoidi sia tra le bambine che tra i bambini, documentando anche un eccesso di decessi per leucemia nelle bambine.

Questi bambini tarantini – è l’atto d’accusa dei pediatri – si sono ammalati e sono morti “mentre gli impianti, sotto sequestro della Magistratura per aver causato morte e malattia nella popolazione, funzionavano (e funzionano ancora) perché si ritenne che le nuove prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale del 2012 fossero tali da ‘bilanciare’ le esigenze della produzione con quelle della salute e della vita e si consentì dunque la prosecuzione dell’attività produttiva”. Per i pediatri, pertanto, la morte e la malattia di questi bambini tarantini, eventi “sentinella” di una situazione ambientale critica, “devono indurci a riflettere se quella valutazione non sia stata  drammaticamente errata”.

Lo strazio

Due lettere aperte, una richiesta concreta al Presidente: chiedere una nuova deliberazione alle Camere e non apporre la Sua firma sulla nuova legge di immunità penale per i gestori dell’ILVA. Niente scudo per un territorio martoriato: più che un appello, un grido di dolore. “Perché a Taranto, signor Presidente – ha letto commosso Marescotti -, ogni mattina dalle due alle tre persone si preparano per fare gli esami medici e poi scoprono di avere un tumore. Non passa giorno, è un dato statistico. Ogni giorno dalle due alle tre persone tornano a casa per annunciare ai propri cari che dovranno affrontare una terribile prova per la sopravvivenza”. E i numeri, purtroppo, lo confermano.

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