Ex Gasometro, il parco c’è, però…

C’è delusione, e si capisce chiaramente, all’incontro organizzato nella sala conferenze del I Municipio dal Comune di Bari per presentare il progetto preliminare del parco che sorgerà sul sito sede un tempo dell’ ex gasometro.

E la delusione nasce dal fatto che il parco sull’ ex gasometro, così come è stato “pensato” al Comune, viene “tagliato” di un’area piuttosto vasta, ben 5mila mq. E su quell’area, sottratta a un progetto di parco curato dalla Consulta comunale per l’Ambiente e offerto come traccia all’amministrazione comunale, le carte depositate in Comune dicono che  dovrebbe sorgere un parcheggio multipiano, come previsto dall’accordo di programma del 1998 tra Comune e Ferrotramviaria. Di qui il disappunto dei cittadini che abitano al quartiere  Libertà – il primo e più immediato beneficiario del parco – e della Consulta, che da anni segue la vicenda ed ha addirittura elaborato un apposito progetto frutto di uno studio dell’architetto Antonella Calderazzi e del suo team di studenti.

L'ing. Fabrizio Cuccovillo illustra le linee guida del Parco che sorgerà dove un tempo c'era l'ex gasometro
L’ing. Fabrizio Cuccovillo illustra le linee guida del Parco che sorgerà dove un tempo c’era l’ ex gasometro

Il progetto del Comune – Nell’ipotesi elaborata e presentata per conto del Comune  dall’ing. Fabrizio Cuccovillo, il parco sorgerà tra Via Napoli, Corso Mazzini e via Brigata Bari; avrà una superficie di 15mila mq. – e non 20mila come previsto nel progetto della Consulta – . Per avere un quadro di confronto, Parco 2 giugno ne conta 57mila , Piazza Umberto I 20mila e Piazza Garibaldi 17mila mq..  Il progetto riprende a grandi linee quello “offerto” dalla Consulta,  ma dislocando diversamente le aree previste. Rimangono  il concetto di fondo – una serie di spazi diversi tra loro e rivolti a tutte le fasce d’età –  e la varietà di essenze previste, ma con qualche significativa variazione, a cominciare dagli alberi individuati. Sistemati perlopiù nella zona centrale del parco, sono parecchi in meno di quelli del progetto elaborato dall’arch. Calderazzi e in buona parte a foglia caduca (per far filtrare la luce nella brutta stagione, è stata la motivazione). Sono stati privilegiati non i lecci, molto diffusi a Bari, ma i platani, una tipologia di albero, cioè, che richiede una frequente e costosa manutenzione..  Il “percorso sensoriale”, come era stato precedentemente chiamato, fatto di essenze mediterranee,  è stato spostato al centro  del parco e arricchito da una fontana a livello di pavimentazione, un vero passatempo per i ragazzi che potrebbero scorazzare tra gli zampilli (chi vuole vederne una simile può andare a Capurso); scompare la sezione dedicata agli orti didattici, viene ridimensionata la pista ciclabile che correrà con i suoi 375 metri intorno all’area centrale insieme alla pista per jogging in terra battuta. Viene proposto  invece un anfiteatro di 70 mt con tre gradoni erbosi e pensiline a copertura, pensato anche per accogliere le attività delle scolaresche. Tutt’intorno prato libero, per far giocare chi lo voglia senza rovinare il prato coltivato. Prato che in tutto il parco si alterna a piante basse, più o meno fiorite, più o meno profumate, più o meno mediterranee (come l’alloro che costituirà la siepe di recinzione del parco). Sempre al centro dell’area ci saranno una zona ristoro, bagni pubblici e un bar; chi otterrà la gestione del bar dovrà prendere in carico l’intera manutenzione del parco. Spostate anche, rispetto al progetto previsto per l’ ex gasometro dalla Consulta,  le aree ginniche, che vengono corredate da attrezzature fitness (come già sperimentato alla Pineta san Francesco) e  per attività sportive come il freeclimbing.

Model
Il progetto presentato dalla Consulta per l’Ambiente. Si nota a sinistra l’area scomparsa nel progetto del Comune

Gli arredi (grandi tavoli 3×5 mt, adatti anche ad ospitare qualche picnic), chaises longues, panchine, ecc. sono tutte realizzate,  precisa l’ing. Cuccovillo, da artigiani. L’illuminazione a led, i segnapassi e un sistema avanzato di videosorveglianza rappresentano il “pacchetto-sicurezza”.

I dubbi – Fin qui il progetto del Comune, che ha suscitato non poche perplessità, a cominciare dalla mancanza degli orti didattici riservati sia alle scuole che agli stessi cittadini, mancanza motivata dal fatto che quello dell’ ex gasometro è stato un sito inquinato. Il problema più complesso, però, riguarda il più volte richiesto dalla Consulta  cambio di destinazione d’uso dell’area dell ’ex gasometro e di quanto gli sta intorno, e mai realizzato a causa del già citato accordo di programma Comune/Ferrotramviaria. Un accordo che non è mai venuto meno perché non è stato mai messo nero su bianco fino a quando potevano ritenersi valide quelle scelte urbanistiche.  A distanza di quasi vent’anni ci si chiede se ha senso oggi un autosilo destinato ad assorbire l’utenza di uffici previsti nel quartiere Liberà e mai realizzati; che senso ha un altro parcheggio multipiano in una zona che pullula di parcheggi mono e pluripiano. Perché non allargare, allora, a quella zona il polmone verde che si sta per realizzare? A questa domanda cui l’assessora all’Urbanistica Carla Tedesco risponde in maniera possibilista: si può aprire un confronto e discutere anche sulla base di approfondimenti che la stessa assessora Tedesco si è impegnata a fare, secondo una modalità che mai fino ad ora il Comune aveva messo in atto e su cui la Consulta per l’ambiente ha promesso di fare da pungolo.

Un’ultima notizia – Il cronoprogramma prevede per il 2017 la consegna del parco sull’ ex gasometro, che verrà realizzato con 15 milioni di euro già stanziati dal Comune; a questi dovrebbero aggiungersi quelli concessi dallo Stato se passa la proposta progettuale “Periferie aperte”, che tra l’altro dovrebbe rivitalizzare tante altre realtà del quartiere Libertà. Incrociamo le dita.

 

 

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