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Euromobility e la mobilità sostenibile in Italia: le città dove ci si sposta meglio

Mobilità sostenibile

L’organizzazione no-profit Euromobility ha pubblicato il 1 dicembre l’undicesimo rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città”.

La città italiana dove ci si muove meglio è Parma. Ad attestarlo, l’undicesimo rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città”, pubblicato il 1 dicembre da Euromobility e presentato recentemente a Bari.

Perchè Euromobility sceglie Parma

A fare della città emiliana la capitale “eco-mobile” d’Italia è la sua dotazione di aree pedonali, zone a traffico limitato e piste ciclabili, e servizi di condivisione dei mezzi di trasporto individuali. La mobilità sostenibile è inoltre parte integrante della governance cittadina. Parma è, infatti, una delle poche città italiane ad aver approvato un piano urbano di mobilità sostenibile.

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La top ten delle città in cui spostarsi è più semplice e più sostenibile è dominata interamente dalle città del nord. Seconda in classifica è infatti Milano, seguita da Torino, Venezia e Padova. Sono però due città del sud, Bari e Cagliari, a guadagnare il più alto numero di posizioni.

A livello generale, continuano ad affermarsi i servizi di car sharing “a flusso libero”, mentre si arresta la crescita del car sharing convenzionale. Novità positive riguardano anche il bike sharing. Il numero degli iscritti al servizio sale infatti del 14%. Tuttavia, il numero delle bici disponibili è  calato del 2%. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, invece, in 22 città sulle 50 esaminate si registra una riduzione nell’offerta di trasporto pubblico.

Non piani d’emergenza, ma strategie

euromobility, Parla la città più eco-mobile

Mobilità sostenibile: Parma si attesta la città più eco-mobile d’Italia

Il rapporto di Euromobility evidenzia come l’insistere nel supporto di piani di mobilità sostenibile abbia comportato un miglioramento generale delle condizioni dell’aria. Sicuramente una buona notizia, se pensiamo al tasso di inquinamento dell’aria e all’urgenza di limitare il cambiamento climatico, su cui le emissioni rilasciate dai veicoli incidono notevolmente. Fa riflettere, quindi, l’aumento del tasso di motorizzazione (+0,5%) nelle città soggetto del rapporto. Ancora più alto il dato sull’intero territorio nazionale: +0.9%, il che porta il tasso di motorizzazione in Italia al 58.5%. Tuttavia, rileva Euromobility, aumenta in parallelo anche il numero di veicoli a basso impatto (soprattutto GPL e Metano, che costituiscono l’8,78% del parco nazionale circolante) e quelli ibridi ed elettrici (+39%).

Il vero nodo di svolta risiede però nel modo stesso in cui la smart mobility è concepita. Sottolinea Lorenzo Bertuccio, presidente di Euromobility: «Dobbiamo uscire dalla logica emergenziale e affidarci alla pianificazione, seguendo l’esempio di città come Bari, Foggia, Forlì, Parma, Pescara, Prato, Reggio Calabria, Milano e Torino, che hanno già approvato o quanto meno adottato in giunta il proprio Piano urbano della mobilità sostenibile».

Che strada prendere, allora? Innanzitutto, seguire le linee guida dell’Unione Europea. L’UE ha infatti pubblicato lo scorso 8 novembre un secondo pacchetto mobilità che segue il pacchetto “L’Europa in movimento“, rilasciato a maggio. I target da raggiungere riguardano in primo luogo la riduzione delle emissioni di CO2 legate alle autovetture europee. Il pacchetto include anche un piano per la diffusione a livello transeuropeo di un’infrastruttura per i combustibili alternativi.

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