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EUR contaminato dall’amianto: Russo rinviato a Giudizio

Il GUP del Tribunale Penale di Roma dottor Di Grazia, ha disposto il rinvio a giudizio di Filippo Russo, imputato dei reati di cui agli artt. 449 e 434 c.p.. disastro colposo e disastro ambientale. La prossima udienza è stata fissata il 12 febbraio 2013, innanzi il giudice dottor Coman.  La decisione del Giudice delle udienze preliminari fa seguito all’esposto depositato dall’avvocato Ezio Bonanni per conto di alcuni cittadini del quartiere Eur. In occasione della demolizione del velodromo della Capitale, il 24 luglio 2008, secondo l’accusa, in qualità di direttore dei lavori per conto dell’EUR S.p.A. ha omesso di esercitare i dovuti controlli. Infatti, il velodromo è stato abbattuto con esplosivo (nella foto il momento in cui sono state fatte brillare le cariche); la nube provocata dalla demolizione, che conteneva polveri di amianto, si è quindi diffusa nell’area circostante abitata mettendo a serio rischio la salute della popolazione residente. In particolare, secondo l’accusa, Russo ha omesso  di verificare sui progetti e sulla documentazione allegata, a disposizione dell’Eur, se nel corpo del velodromo e in prossimità dei pilastri dove sarebbero poi state posizionate le cariche esplosive vi fossero tubature, condotte o comunque parti strutturali in amianto o cemento-amianto.

Nel corso dell’udienza, l’Osservatorio Nazionale Amianto si è costituito parte civile, assistito dagli avvocati Maria Linda Bruno e Alessandro Di Matteo.  Abitanti del quartiere ricorrenti sono assistiti dall’avvocato Ezio Bonanni, il quale fa sapere che citerà in giudizio anche il Comune di Roma e tutti gli altri enti quali responsabili civili e chiederà la condanna dell’imputato. Per il risarcimento dei cittadini sarà dato inizio a una class action.

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