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ETS, verso una riforma del sistema

L’accordo di Parigi sul clima riconosce ufficialmente le città e le regioni in quanto attori chiave nella mitigazione e nell’adattamento ai cambiamenti climatici. In linea con le sue priorità in materia di ambiente, il Comitato europeo delle regioni ha approvato durante la sessione plenaria dello scorso 8 aprile un parere sul tema Riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e investimenti a favore di basse emissioni di carbonio in Europa, riguardante la riforma del sistema ETS europeo dopo il 2020.

L’assemblea dei leader locali e regionali dell’UE ha adottato in tale occasione una serie di raccomandazioni sul futuro del sistema europeo di scambio di quote di emissioni (ETS). Marco Dus (IT/PSE), relatore del parere e membro del consiglio comunale di Vittorio Veneto, ha dichiarato «Pur essendo uno strumento fondamentale per consentire all’UE di tener fede agli impegni assunti in materia di lotta ai cambiamenti climatici, il sistema ETS di scambio di quote di emissione incontra oggi gravi difficoltà nel realizzare risultati sul campo. Abbiamo bisogno di un approccio più ambizioso e lungimirante».

Il parere invita infatti l’UE a favorire una corretta fissazione del prezzo del carbonio a livello internazionale e a impedire fluttuazioni dovute a volontà speculative. Chiede di integrare nell’ETS un maggior numero di settori economici, compresi quelli dei trasporti terrestri, aerei e marittimi e il settore delle costruzioni per promuovere l’innovazione, l’efficienza energetica e la competitività economica.

Markku Markkula, President of the European Committee of the Regions

L’ETS è operativo nei 28 Stati membri UE e nei tre paesi SEE/EFTA

Per evitare il rischio che le imprese delocalizzino le proprio attività a causa di costi troppo elevati – o carbon leakage – il Comitato raccomanda di aumentare gradualmente il volume di quote di emissione destinate all’asta. I leader locali difendono l’apertura del fondo di modernizzazione alle aree NUTS 2 per consentire agli enti locali e regionali minori di beneficiarne e invitano alla rapida ratifica e attuazione dell’accordo raggiunto alla COP 21 di Parigi. Preoccupazioni permangono, invece, sulla necessità di individuare modalità concrete per il pieno coinvolgimento degli enti regionali e locali nell’attuazione dell’accordo.

Poiché regioni e città sono responsabili dell’attuazione del 70 % della legislazione ambientale vigente in Europa, il Comitato chiede che un valore percentuale minimo del 20 % dei proventi delle vendite all’asta in ambito ETS sia assegnato agli enti locali e regionali per realizzare iniziative di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici;

Il sistema UE di scambi di quote di emissioni costituisce una pietra angolare della politica europea per la lotta ai cambiamenti climatici e uno strumento essenziale per ridurre in maniera economicamente efficiente le emissioni industriali di gas a effetto serra. L’ETS è operativo nei 28 Stati membri UE e nei tre paesi SEE/EFTA (Islanda, Liechtenstein e Norvegia), e copre il 45 % delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione.

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