Etna, il lungo viaggio di ceneri e sabbia trasportate dal vento

Etna in eruzione - Foto di bocciapasquale da Pixabay

Trovate fino in Nord Italia le ceneri dell’Etna e le polveri desertiche del Sahara grazie al vento di Scirocco

Inevitabile rimanere meravigliati quando si scoprono residui vulcanici e polveri sahariane a molti chilometri di distanza. È evidente che l’azione del vento è fondamentale nel trasporto di materiale e sedimenti da un punto ad un altro del nostro pianeta. Ciò fa capire come si comportano i flussi, come vengono influenzati dalle condizioni meteorologiche e da fattori ambientali e climatici.

Fumo dall’Etna – Foto di WikiImages da Pixabay

Verso la fine di febbraio, questo fenomeno è stato registrato in Italia. Ben 4 centraline dell’Arpa delle Marche hanno rilevato le polveri vulcaniche provenienti evidentemente dall’Etna, in eruzione proprio in quel periodo. In realtà, anche altre centraline sparse nel resto dello Stivale hanno rilevato gli stessi residui. Le concentrazioni maggiori sono state rilevate in Sardegna, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Umbria. La causa è da attribuirsi al vento di Sciroppo che soffiava forte in quei giorni. Successivamente, l’anidride solforosa emessa dal vulcano è stata spinta dal vento anche verso Est, interessando i Balcani.

Inoltre, le centraline, tra il 24 e il 27 febbraio, hanno rilevato un aumento di PM10 e PM2.5, dovuto alle particelle vulcaniche presenti in atmosfera.

C’è da dire che, però, questo fenomeno si manifesta a quote molto alte, anche a 13 km di altezza, dove le correnti sono molto forti e quasi mai hanno poi ricadute o conseguenze al suolo.

L’effetto del vento sulle une di sabbia del deserto del Sahara – Foto di Free-Photos da Pixabay

Lo stesso fenomeno ha interessato le polveri sahariane che sono state registrate nello stesso periodo, l’ultima decade di febbraio, nelle Marche. Le condizioni meteorologiche hanno aumentato sensibilmente i valori di polveri sottili PM10 in atmosfera, rilevate dalle centraline.

In tutte le regioni italiane, dunque, periodicamente vengono registrati questi fenomeni. La diffusione delle particelle, il loro percorso, le loro azioni, dimostrano come il particolato e gli agenti inquinanti possono spostarsi facilmente da un luogo ad un altro del globo grazie all’azione del vento.

Non è un mistero che spesso le sostanze bruciate durante gli incendi si ritrovano anche a svariati chilometri di distanza dai luoghi interessati. Così come i venti portano le sostanze inquinanti con grande facilità da una zona ad un’altra, lasciando segni lungo il cammino. Questi eventi sono registrati poi negli archivi naturali, come alberi, terra e rocce, che ci ricordano il loro passaggio e le azioni provocate durante il percorso.

Studiando attentamente questi fenomeni, sarà possibile comprendere il sistema di propagazione delle particelle nell’atmosfera, prevederne i flussi e, nel caso, intervenire con azioni mirate di contenimento di sostanze inquinanti a tutela della popolazione e dell’ambiente.

Ciò conferma come un evento in qualunque parte del Globo, possa influenzare positivamente e negativamente zone anche molto lontane. Ciò dovrebbe far riflettere.

Articoli correlati